In breve
- Lo studio pubblicato su The Plant Journal identifica una mutazione del gene Di2 come causa della petalosità.
- Il gene Di2 appartiene alla superfamiglia APETALA2 e altera la regolazione dello sviluppo del fiore.
- L'analisi su rose dal roseto Niso Fumagalli conferma una mutazione omologa, inclusa la Bella di Monza.
La ricerca pubblicata su The Plant Journal svela che la moltiplicazione dei petali nei fiori di pesco e di rosa è causata da una mutazione genica precisa.
Lo studio è stato coordinato da Laura Rossini, docente di Genetica agraria al Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università Statale di Milano, con primo autore Stefano Gattolin, ora ricercatore all’Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria del CNR (IBBA). Hanno collaborato il PTP Science Park di Lodi e l’Institut National de la Recherche Agronomique, INRA.
Dettagli dello studio pubblicato su The Plant Journal
La pubblicazione appare su The Plant Journal e prende avvio dall’analisi genetica del numero di petali nei fiori di pesco. I ricercatori hanno analizzato incroci fra peschi da frutto, con cinque petali, e peschi ornamentali, con molti petali, ottenuti da Daniele Bassi, docente di Arboricoltura generale e Coltivazioni arboree presso la Statale di Milano. Lo studio utilizza la sequenza genomica del pesco per localizzare la posizione cromosomica del gene candidato.
Il gruppo sottolinea l’importanza economica del florovivaismo: la produzione globale di piante da fiore è stimata in 55 miliardi di dollari, con l’Europa in posizioni di rilievo per produzione e consumo. I “fiori doppi”, caratterizzati da un numero aumentato di petali, sono stati selezionati dall’uomo per l’aspetto e il valore commerciale in specie ornamentali come rosa e pesco.
Ruolo del gene Di2 e della superfamiglia APETALA2
La sequenza genomica del pesco ha permesso di individuare il gene candidato denominato Di2, che codifica per un fattore di trascrizione appartenente alla superfamiglia APETALA2. Secondo la professoressa Laura Rossini, una particolare mutazione di questo gene altera la regolazione dello sviluppo del fiore, portando alla formazione di un’abbondanza di petali. Il meccanismo descritto nel lavoro è presentato come la prima identificazione diretta di una mutazione genica responsabile della petalosità.
La scoperta nel pesco fornisce una base per studiare la petalosità in altre specie ornamentali, come garofano e petunia, per le quali l’uomo ha selezionato varietà a “fiore doppio”.
Verifica nelle rose incluse la Bella di Monza
L’analisi è stata estesa ad alcune varietà di rose fornite dall’Associazione Italiana della Rosa e raccolte dal roseto Niso Fumagalli presso la Reggia di Monza. Il dottor Stefano Gattolin dichiara che le rose con molti petali presentano una mutazione funzionalmente analoga nel gene omologo a Di2 del pesco, rispetto alle rose a cinque petali tipiche delle specie selvatiche.
Tra le rose analizzate figura la Bella di Monza, varietà creata agli inizi dell’Ottocento da Luigi Villoresi e considerata tra le più iconiche. Il comunicato riporta anche i contatti della coordinatrice: Laura Rossini, Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali – Produzione, Territorio, Agroenergia, email LAURA.ROSSINI@UNIMI.IT, telefono 0250316581.
