La più ampia raccolta di strategie che non parla solo di crescita arriva dalla Roadmap for Eradicating Poverty Beyond Growth e coinvolge Ecohesion Collective e tre ricercatori

Immagine illustrativa: Il centro Ecohesion Collective dell’Università di Pisa ha contribuito alla Roadmap for

In breve

  • Il centro Ecohesion Collective dell’Università di Pisa è tra i contributori della Roadmap che propone 80 misure di policy.
  • Il policy profile propone la democratizzazione degli strumenti di modellizzazione macroeconomica per maggiore trasparenza e pluralismo.
  • Il contributo include un’applicazione italiana con il modello EUROGREEN+ e sarà pubblicato sulla piattaforma NEEP.

Il centro di ricerca Ecohesion Collective, collegato al Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Pisa, è tra i contributori della Roadmap for Eradicating Poverty Beyond Growth, documento che raccoglie 80 misure di policy sul rapporto tra povertà, disuguaglianze e crisi ecologica.

Il centro ha partecipato grazie al lavoro dei ricercatori Simone D’Alessandro, Matthieu Bordenave e Kilian Rouge, e ha elaborato un policy profile dedicato alla democratizzazione degli strumenti di modellizzazione macroeconomica.

Roadmap, 80 misure di policy

La Roadmap propone che la lotta alla povertà non dipenda solo dall’aumento del PIL, ma sia fondata su politiche che riducano le disuguaglianze, garantiscano diritti sociali, rafforzino i servizi essenziali e rispettino i limiti ecologici del pianeta. Il documento è promosso nell’ambito del mandato del Relatore speciale delle Nazioni Unite su povertà estrema e diritti umani, Olivier De Schutter. Il testo nasce da un ampio confronto internazionale che ha coinvolto ricercatori, istituzioni, organizzazioni della società civile, sindacati e attori dell’economia sociale e solidale.

La Roadmap contiene 80 misure di policy organizzate in diversi pilastri e invita a rendere più trasparenti gli strumenti con cui governi e istituzioni valutano le politiche pubbliche. Il documento è stato rilanciato da un intervento pubblicato su quotidiani internazionali, tra cui il Guardian e il New York Times, firmato da personalità come Joseph Stiglitz, Jayati Ghosh, Thomas Piketty, Kate Raworth e Jason Hickel.

La Roadmap raccomanda registri pubblici dei modelli utilizzati, schede chiare su ipotesi e limiti e un confronto tra approcci diversi, per evitare che scelte di grande rilevanza siano basate su un unico punto di vista tecnico.

Policy profile su modelli macroeconomici di Ecohesion Collective

Il policy profile firmato da Simone D’Alessandro, Matthieu Bordenave e Kilian Rouge afferma che i modelli economici non sono strumenti neutrali e servono a valutare scenari, riforme e politiche pubbliche, ma possono rendere visibili alcune priorità e lasciarne in ombra altre. Nel testo si sottolinea che, quando le decisioni pubbliche vengono valutate quasi esclusivamente attraverso modelli centrati sulla crescita aggregata, rischiano di essere sottovalutati aspetti fondamentali come la distribuzione del reddito, la qualità del lavoro, l’accesso ai servizi essenziali, il tempo di cura, il benessere sociale e i vincoli ecologici.

Simone D’Alessandro, professore ordinario di Economia Politica e direttore del Centro di ricerca Ecohesion Collective, chiarisce: “La proposta dei ricercatori di Ecohesion è rendere questi strumenti più trasparenti, pluralisti e aperti al confronto democratico, affinché le decisioni pubbliche siano valutate non solo in base agli effetti sul PIL, ma anche in base al loro impatto su povertà, disuguaglianze, coesione sociale e sostenibilità ambientale”.

Matthieu Bordenave, ingegnere ed economista e ricercatore del Centro Ecohesion, spiega che gli strumenti istituzionali tradizionali si basano spesso su ipotesi difficili da comprendere per i non specialisti e dedicano poca attenzione alle disuguaglianze e ai limiti ecologici. Bordenave aggiunge: “Proponiamo quindi una governance fondata sul confronto tra modelli diversi, anziché su un unico approccio”.

Il contributo di Ecohesion include un’applicazione al caso italiano attraverso il modello EUROGREEN+, mostrata come esempio di come un diverso modo di valutare le politiche possa aiutare a leggere insieme occupazione, redistribuzione, riduzione della povertà, benessere e impatti ambientali. L’obiettivo dell’applicazione non è offrire una previsione puntuale, ma evidenziare quali elementi diventano visibili quando gli strumenti di analisi economica sono costruiti per valutare non solo la crescita, ma anche la qualità sociale ed ecologica delle politiche.

Il policy profile “Democratising the Macroeconomic Modelling Toolbox” sarà pubblicato nei prossimi giorni sulla piattaforma NEEP – New Economies for Eradicating Poverty, repository ufficiale della Roadmap. Maggiori informazioni sono indicate nella nota di presentazione del centro.

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