In breve
- A Versa, nel Goriziano, Greenpeace ha srotolato uno scontrino gigante durante i soccorsi post-alluvione.
- Lo scontrino attribuisce alle emissioni di sei compagnie fossili danni stimati in circa 5.070 miliardi di euro.
- Greenpeace chiede la tassazione degli extra-profitti delle aziende fossili e misure alla COP30 per accelerare l'abbandono dei combustibili fossili.
Alla giornata conclusiva della COP30 a Belém, Greenpeace Italia ha srotolato un enorme scontrino a Versa, nel comune del Goriziano, in Friuli-Venezia Giulia.
I volontari e le volontarie di Greenpeace sono impegnati a liberare case e strade dal fango nelle aree più colpite dall’alluvione e lo scontrino vuole rappresentare il conto che la collettività sta pagando per la crisi climatica.
Scontrino gigante a Versa, Goriziano
Lo scontrino è un lungo elenco di eventi climatici estremi registrati negli ultimi dieci anni, dall’Accordo di Parigi ad oggi, cui si aggiungono gli eventi di questi giorni.
Greenpeace ha portato lo scontrino simbolico sul territorio per collegare le discussioni della COP30 alle conseguenze concrete che vede sul campo, con volontari ancora all’opera a spalare il fango.
L’iniziativa è stata presentata in diverse tappe internazionali: in Italia, negli Stati Uniti, nelle Filippine e alla COP30 in Brasile.
Stima dei danni: 5.070 miliardi di euro per sei compagnie
Lo scontrino riporta la stima dei danni economici attribuiti alle emissioni di anidride carbonica degli ultimi dieci anni di sei grandi compagnie petrolifere e del gas: ExxonMobil, Chevron, Shell, BP, TotalEnergies e ENI.
La cifra totale indicata sulla rappresentazione simbolica è di circa 5.070 miliardi di euro.
Greenpeace chiede ai governi riuniti alla COP30 di far pagare i grandi inquinatori e di usare i ricavi per finanziare la transizione energetica e la sicurezza del territorio.
Per l’Italia, Greenpeace sollecita l’introduzione nella legge di bilancio di una tassazione straordinaria sugli extra-profitti delle aziende fossili, per farle pagare «per i danni che stanno causando», secondo l’appello dell’organizzazione.
Dichiarazioni di Greenpeace e richieste alla COP30
Federico Spadini, della campagna clima di Greenpeace Italia, ha dichiarato: «Di fronte all’ennesimo evento climatico estremo, non possiamo più tollerare il disinteresse del governo italiano verso la crisi climatica e le persone che ne sono colpite».
Spadini ha aggiunto che mentre alla COP30 si discute una roadmap per l’abbandono dei combustibili fossili, a suo avviso l’Italia cerca di sabotare l’azione per il clima, «continuando a mettere la protezione degli interessi delle aziende del petrolio e del gas davanti alla protezione della vita delle persone».
Greenpeace chiede inoltre un impegno serio per ridurre le emissioni di gas serra, accelerare l’abbandono dei combustibili fossili, contrastare la deforestazione e proteggere i territori più esposti agli eventi climatici estremi.
