Il più discusso risultato non è il numero di partecipanti ma la portata emotiva: l’emergenza climatica entra nel benessere psicologico dei giovani italiani e apre un dibattito

Gruppo di giovani italiani pensierosi all'aperto per questioni climatiche

In breve

  • L’indagine IEP ha raccolto risposte da 3.607 giovani italiani tra 18 e 35 anni, tra giugno e novembre 2024.
  • Il 41% associa il cambiamento climatico ad ansia per il futuro e il 19% a rabbia e frustrazione; le risposte sono state fornite da 3.463 partecipanti alla domanda aperta sulle emozioni.
  • Il 44% segnala un effetto negativo sull benessere quotidiano; ulteriori impatti includono cambiamenti nelle abitudini (17%) e nelle relazioni sociali (14%), rilevati su 3.451 rispondenti.

L’emergenza climatica incide sul benessere psicologico dei giovani italiani: 3.607 persone di età compresa tra 18 e 35 anni hanno partecipato al questionario somministrato tra giugno e novembre 2024.

Lo studio è stato condotto dall’Istituto Europeo di Psicotraumatologia e Stress Management, pubblicato sul Journal of Health and Environmental Research, e il questionario è stato diffuso da Unione degli universitari e Rete degli studenti in scuole, università e online.

Dati dell’indagine: 3.607 giovani, giugno-novembre 2024

L’indagine ha coinvolto 3.607 persone tra i 18 e i 35 anni. Il questionario è stato somministrato tra giugno e novembre 2024 e diffuso da Unione degli universitari (UDU) e Rete degli studenti (RdS) in scuole, università e online. I risultati principali sono stati raccolti dall’Istituto Europeo di Psicotraumatologia e Stress Management, con esiti pubblicati sul Journal of Health and Environmental Research. I grafici citati nell’indagine riportano risposte rispettivamente di 3.463 e 3.451 partecipanti alle due domande aperte e chiuse.

Emozioni associate: 41% ansia, 19% rabbia e frustrazione

Alla domanda “Quali emozioni ti vengono più spesso quando pensi alla crisi climatica”? il 41% dei giovani intervistati ha collegato il cambiamento climatico a sentimenti di ansia per il futuro. Il 19% ha indicato una sensazione di rabbia e frustrazione. Il 16% ha risposto con sentimenti di impotenza e rassegnazione. Solo l’1% ha dichiarato di sentirsi responsabile o di avere dei doveri nei confronti del pianeta. Le risposte a questa domanda sono state raccolte da 3.463 partecipanti e illustrate in un grafico curato dallo IEP.

Conseguenze quotidiane: 44% impatto negativo sul benessere

Alla domanda “In che modo la tua ansia e il tuo disagio riguardo ai cambiamenti climatici influenzano la tua vita quotidiana?” quasi la metà, il 44%, ha ammesso che l’ansia climatica ha un effetto negativo sul proprio benessere psicologico quotidiano. Il 17% ha cambiato abitudini alimentari o di consumo a causa della crisi climatica. Il 14% ha notato cambiamenti nelle relazioni sociali, indicando alterazioni nelle interazioni con gli altri. Il 5% ha percepito un impatto più ampio sugli stili di vita e il 3% ha dichiarato gravi problemi nella pianificazione del futuro. Le risposte a questa domanda sono state fornite da 3.451 partecipanti e rappresentate in un grafico dello IEP.

L’analisi rileva collegamenti tra ecoansia e disagio psicologico generale sia tra giovani colpiti direttamente da eventi climatici estremi, come alluvioni e ondate di calore, sia tra chi ha una maggiore consapevolezza della minaccia climatica. Lo studio indica che l’impatto del cambiamento climatico sul disagio psicologico è in gran parte indiretto e mediato da tre fattori psicologici: ecoansia, pessimismo sul futuro e mancanza di scopo nella vita. L’analisi documenta una diffusa sfiducia, rabbia e frustrazione che prevalgono sulla percezione della capacità individuale di contrastare i cambiamenti climatici.

Lo studio segnala una maggiore intensità di preoccupazione e, in alcuni casi, sintomi psicologici più marcati tra i giovani che vivono al Sud e nelle Isole, con manifestazioni quali insoddisfazione, ruminazione e ansia.

Per quanto riguarda la definizione, in ambito psicologico l’ecoansia viene citata come la profonda sensazione di disagio e di paura che si prova al pensiero ricorrente di possibili disastri legati al riscaldamento globale e ai suoi effetti ambientali, secondo Treccani, 2025. L’obiettivo dello studio era indagare le emozioni associate al cambiamento climatico e l’impatto dell’ecoansia sulla vita quotidiana dei giovani italiani.

Rita Erica Fioravanzo, presidente dello IEP, afferma che il cambiamento climatico è diventato una crisi emotiva e valoriale che incide sul modo in cui i giovani immaginano il futuro, sulle decisioni quotidiane e sulle relazioni sociali. Fioravanzo chiede che per tutelare i giovani si riconosca la gravità del disagio e si affrontino le cause strutturali del cambiamento climatico.

Lo studio sostiene che il governo italiano debba intervenire contro le cause della crisi climatica facendo pagare i danni alle aziende responsabili delle emissioni, indicate come le aziende del gas e del petrolio, e garantire un supporto concreto alla salute delle persone, inclusa quella mentale, minacciata dagli effetti diretti e indiretti dei cambiamenti climatici.

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