Lo sport in OPBG, insieme per tutti all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

Bambini che provano bici adattate e frame runner sotto supervisione medica

In breve

  • La giornata "Lo sport in OPBG, insieme per tutti" si è tenuta oggi a Palidoro e ha coinvolto atleti paralimpici e un'équipe multidisciplinare.
  • Il progetto "Lo sport proprio per tutti" è rivolto a bambini e ragazzi tra 3 e 18 anni con disabilità intellettivo-motoria e dello spettro autistico.
  • L'obiettivo è ampliare l'offerta a circa 15 discipline e aumentare i partecipanti da 60 a 250, portando la continuità sul territorio dal 30% al 50%.

La giornata “Lo sport in OPBG, insieme per tutti” si è svolta oggi nella sede di Palidoro dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù con l’obiettivo di far provare diverse discipline sportive ai bambini e ai ragazzi e di favorire la continuità della pratica sul territorio.

L’iniziativa è stata organizzata dall’Unità Operativa Complessa Day Hospital Neuroriabilitazione e Attività Sportiva Adattata e ha visto la collaborazione del Comitato Italiano Paralimpico (CIP). La giornata ha inoltre fatto il punto sul percorso sviluppato nell’ultimo anno di collaborazione tra Bambino Gesù e CIP e sui prossimi obiettivi di ampliamento delle opportunità sportive adattate.

Partecipanti: Domiziana Mecenate, Valerio Di Cocco, Daniele Garozzo

Bambini e ragazzi hanno sperimentato calcio a 5, baskin, tennistavolo, tiro con l’arco e calcio balilla, affiancati dagli operatori del Bambino Gesù e dai tecnici sportivi del CIP. Tra gli ospiti c’erano Domiziana Mecenate, nuotatrice paralimpica e medaglia d’oro ai Campionati Europei 2026, e Valerio Di Cocco, vicecampione italiano di parakarate, che hanno condiviso la propria esperienza nello sport con i partecipanti. Con loro era presente Daniele Garozzo, campione olimpico nel fioretto individuale a Rio 2016 e argento a Tokyo 2020, oggi medico in formazione presso la Medicina dello Sport del Bambino Gesù.

Garozzo ha raccontato la propria doppia esperienza di atleta e medico e ha ricordato che nel 2024, a pochi mesi dalle Olimpiadi di Parigi, un problema cardiaco emerso durante un controllo lo ha costretto a interrompere l’attività agonistica all’età di 31 anni. Ai ragazzi ha portato il messaggio che lo sport insegna a confrontarsi con vittorie, difficoltà e cambiamenti; ha detto: Lo sport adattato pu dare tantissimo, non solo sul piano fisico, ma soprattutto nelle relazioni e nelle amicizie e ha aggiunto che più dei risultati ricorda le persone incontrate lungo il percorso.

Obiettivi: da 60 a 250 bambini e dal 30% al 50%

L’UOC Day Hospital Neuroriabilitazione e Attività Sportiva Adattata, diretta da Gessica Della Bella, ha sviluppato un percorso che integra riabilitazione e attività sportiva adattata. L’équipe multidisciplinare è composta da fisiatra, tecnico dell’Attività Fisica Adattata (AFA), terapista occupazionale, fisioterapista e tecnico sportivo, che accompagnano bambini e ragazzi nella sperimentazione delle discipline e nella scelta di quella più adatta alle capacità, alle potenzialità e agli interessi di ciascuno.

Il progetto “Lo sport proprio per tutti” è rivolto a bambini e ragazzi tra i 3 e i 18 anni con disabilità intellettivo-motoria e relazionale, compresi i disturbi dello spettro autistico, e pone la possibilità di provare prima di scegliere come elemento centrale. Tra le barriere individuate ci sono difficoltà economiche e strutturali, carenza di personale e attrezzature adeguate e la scarsa reperibilità di strutture accessibili; una volta scelta la disciplina, il percorso favorisce il collegamento con realtà sportive vicino al luogo di residenza per assicurare continuità sul territorio.

Gli spazi dedicati allo sport adattato nella sede di Palidoro comprendono L’Isola di Carlo, il campo per il basket adattato inaugurato nel 2023, e una pista per la prova degli ausili sportivi dove sperimentare bici adattate e frame runner. Il progetto punta ad ampliare l’offerta fino a circa 15 discipline e ad aumentare il numero di bambini e ragazzi coinvolti ogni anno da 60 a 250, oltre a portare la percentuale di partecipanti che continuano a praticare sport sul territorio dal 30% al 50%.

All’iniziativa hanno partecipato anche Ugo Giordano, responsabile dell’Unità Operativa Semplice Medicina dello Sport e Ipertensione Arteriosa del Bambino Gesù, e Giuseppe Andreana, presidente del CIP Lazio, insieme ai tecnici sportivi del Comitato. La giornata ha rappresentato una restituzione del lavoro svolto in quasi un anno nell’ambito dell’accordo di collaborazione tra Bambino Gesù e Comitato Italiano Paralimpico, nato per ampliare le opportunità di avvicinamento allo sport adattato e alla pratica inclusiva.

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