In breve
- Il metodo INRiM-Phenomex è stato sviluppato nel quadro del progetto europeo 23IND13 ScreenFood.
- La procedura combina estrazione ion-pair EURL-POPs, colonna Luna Polar Pesticides e una delay column per ridurre la contaminazione da TFA.
- L’analisi UHPLC-MS/MS in MRM con calibrazione isotopica mostra R² >0,99 e RSD tra 3% e 6%.
PFAS ultracorte C1-C4 sono al centro di una application note pubblicata dal gruppo dell‘INRiM nell’ambito del progetto europeo 23IND13 ScreenFood con supporto strumentale dell’Infrastruttura IMPreSA. Il testo segnala che le PFAS sono composti usati in ambito industriale per la loro resistenza chimica e termica e che la loro elevata stabilità li rende persistenti nell’ambiente e oggetto di crescente attenzione nel monitoraggio della sicurezza alimentare. Le PFAS a catena ultracorta, indicate come C1-C4, sono descritte come particolarmente complesse da analizzare a causa della loro estrema polarità e della difficoltà di ritenzione cromatografica. Lo studio è stato realizzato in collaborazione con Phenomex e utilizza il pomodoro come matrice modello ad alto contenuto acquoso.
Metodo: estrazione ion-pair e colonna Luna Polar Pesticides
La procedura utilizza un’estrazione ion-pair eseguita secondo le linee guida EURL-POPs. La separazione cromatografica avviene su una colonna Luna Polar Pesticides. Gli autori segnalano l’impiego strategico di una delay column per minimizzare le interferenze sistemiche e in particolare la contaminazione da TFA proveniente dal sistema LC. L’analisi finale è condotta con UHPLC-MS/MS in modalità MRM con calibrazione isotopica.
Risultati: linearità R >0,99 e precisione RSD 3-6%
La application note riporta una eccellente linearità per gli analiti studiati, con coefficiente di determinazione R >0,99. La precisione è presentata come RSD compresa tra 3% e 6%. Il testo afferma che il metodo garantisce una separazione efficace anche per gli analiti più critici e che l’innovazione risiede nell’accoppiamento della fase stazionaria polare a una configurazione strumentale ottimizzata. Gli autori concludono che il metodo migliora sensibilità, robustezza e controllo degli effetti di matrice, offrendo ai laboratori uno strumento affidabile per monitoraggio e controllo qualità e contribuendo al rafforzamento della base metrologica per la valutazione della contaminazione alimentare.
