No, l’ondata di calore non è un episodio isolato: lo studio dell’Imperial College London e della London School rileva 2.300 morti in dodici città europee

In breve

  • Lo studio di Imperial College e London School of Hygiene stima 2.300 morti in 12 città europee per la recente ondata di calore.
  • Milano risulta la città più colpita, mentre Roma è fra le località citate nello studio.
  • Greenpeace Italia chiede l'abbandono dei combustibili fossili e ha lanciato una petizione ai governi.

Lo studio dell’Imperial College London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine stima che la recente ondata di calore abbia causato circa 2.300 morti in dodici città europee.

Il documento mette in relazione il cambiamento climatico di origine antropica con l’intensificazione della ondata di calore e con l’aumento dei decessi per calore registrati nelle città analizzate.

Studio Imperial College: stima 2.300 morti in 12 città

Lo studio attribuisce all’influenza umana sul clima un aumento della severità della ondata di calore che ha colpito le località incluse nella ricerca.

Le città analizzate sono dodici, fra le quali figgono Milano, indicata come la più colpita, e Roma, entrambe citate nel testo fornito.

Il totale stimato dei decessi legati alla ondata di calore è di 2.300 persone, cifra riportata nello studio e citata nella dichiarazione rilanciata da Greenpeace Italia.

Greenpeace Italia: richiesta di abbandono dei combustibili fossili

Federico Spadini, della campagna clima di Greenpeace Italia, dichiara: «Le temperature record di questo inizio estate stanno rendendo le nostre vite un vero e proprio inferno climatico, con morti premature triplicate, complicazioni di salute e impossibilità a svolgere le attività di tutti i giorni. E questa situazione è la diretta conseguenza della nostra dipendenza dai combustibili fossili, come ci dimostra lo studio appena uscito».

Greenpeace Italia afferma che continuare a estrarre e a bruciare petrolio, gas e carbone rende e renderà gli eventi climatici estremi sempre più intensi e frequenti, con costi elevati in termini di vite umane, perdita di biodiversità e impatti socio-economici.

L’organizzazione ha lanciato una petizione per chiedere al governo italiano e ai governi europei di abbandonare i combustibili fossili, bloccando gli investimenti e vietando i nuovi progetti fossili, con l’obiettivo di liberare risorse per una reale transizione energetica.

Spadini conclude: «Per mettere fine a questa crisi, i governi devono abbandonare l’utilizzo dei combustibili fossili e imboccare davvero la strada della transizione alle fonti rinnovabili, e le grandi aziende del settore fossile devono iniziare a pagare per i danni che stanno causando con le loro emissioni fuori controllo».

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