Queste tre lauree magistrali per le professioni infermieristiche attivate dall’Università di Pisa rispondono ai bisogni di salute dei cittadini e orientano l’emergenza-urgenza

In breve

  • L’Università di Pisa ha attivato tre nuove lauree magistrali infermieristiche specialistiche.
  • Ogni corso offre 25 posti, per un totale di 75, e dura due anni.
  • Le iscrizioni per il 2026-2027 aprono l’8 luglio; informazioni su www.unipi.it.

L’Università di Pisa ha attivato tre lauree magistrali dedicate alle professioni infermieristiche per rispondere ai bisogni di salute dei cittadini e alle nuove sfide del Servizio sanitario nazionale.

Le tre sperimentazioni mirano a formare professionisti altamente qualificati in ambiti strategici: emergenza-urgenza, assistenza territoriale e di comunità e ostetricia.

Elenco delle tre lauree magistrali attivate

La prima si intitola Scienze infermieristiche specialistiche nelle cure intensive e nell’emergenza e punta a preparare specialisti per i contesti di pronto soccorso e rianimazione. La seconda è Scienze infermieristiche specialistiche nelle cure primarie e infermieristica di famiglia e comunità, pensata per il lavoro nelle Case della Comunità e nell’assistenza territoriale. La terza laurea è Scienze infermieristiche e ostetriche – profilo ostetrico, una delle cinque attivate in tutta Italia, e risulta unica in Toscana e nel centro Italia.

Posti disponibili, durata e modalità di accesso

Ciascuna delle tre lauree magistrali ha 25 posti disponibili, per un totale di 75 posti. I corsi sono a numero programmato nazionale e hanno una durata di due anni. Le iscrizioni per l’anno accademico 2026-2027 sono aperte dall’8 luglio e le informazioni su requisiti, calendario delle prove e modalità di immatricolazione sono sul sito www. unipi. it.

Dichiarazioni del rettore Riccardo Zucchi

Il rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi, ha spiegato che l’attivazione recepisce una recente evoluzione normativa che ha introdotto la possibilità di istituire lauree magistrali specialistiche dedicate ad alcuni settori particolarmente critici del sistema sanitario, una sfida che l’Ateneo ha voluto raccogliere. Zucchi ha aggiunto che si tratta di esigenze molto concrete e ha ricordato il ruolo cruciale degli infermieri nei pronto soccorso, a partire dal triage, la valutazione iniziale dei pazienti in arrivo, per la quale mancava finora una formazione specifica. Ha inoltre sottolineato che lo sviluppo delle Case della Comunità richiede professionisti con una preparazione specialistica.

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