La scoperta più preoccupante dallo studio del FishLab: 62 alimenti etnici venduti in Lazio e Toscana contengono ingredienti non dichiarati, e ora si discute di controlli

In breve

  • Lo studio del FishLab dell'Università di Pisa ha analizzato 62 alimenti venduti in Lazio e Toscana.
  • Quasi l'80% dei prodotti conteneva ingredienti non dichiarati e tutti i vegetali analizzati presentavano DNA animale.
  • La ricerca, finanziata dal Ministero della Salute e pubblicata su Food Control, ha impiegato il metabarcoding NGS con una Miseq Illumina.

Lo studio del FishLab del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa ha analizzato 62 alimenti etnici venduti in Lazio e Toscana e ha rilevato che quasi l’80% conteneva ingredienti non dichiarati in etichetta.

La ricerca è durata due anni ed è stata finanziata dal Ministero della Salute; è stata realizzata in collaborazione con l’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana “M. Aleandri” (IZSLT) e pubblicata sulla rivista Food Control.

Metodi del FishLab e tecnologie NGS impiegate

Lo studio è il primo in Italia ad applicare su larga scala la tecnica del metabarcoding su campioni raccolti nell’ambito dei controlli ufficiali. Il metodo utilizza tecnologie di sequenziamento di nuova generazione, indicate con la sigla NGS, per identificare tutte le specie presenti in un alimento complesso con un unico test. I protocolli innovativi del FishLab sono stati sviluppati appositamente per affiancare i metodi ufficiali già in uso e rafforzare i sistemi di sorveglianza sulla qualità e sulla trasparenza degli alimenti.

La strumentazione usata include la Miseq Illumina, acquisita con il progetto di Eccellenza OSCAR, e collocata nel Centro Analitico Veterinario di Eccellenza (CAVE) dell’Ateneo pisano. L’applicazione del metabarcoding ha permesso di rilevare tracce di DNA anche in matrici complesse dove i metodi convenzionali potrebbero non identificarle.

Risultati: 62 campioni analizzati e casi specifici

Lo studio ha analizzato esattamente 62 alimenti venduti tra Lazio e Toscana. I ricercatori hanno riscontrato che quasi l’80% dei prodotti presentava ingredienti non dichiarati in etichetta. Tra i prodotti vegetali analizzati, in tutti i casi è stato rilevato DNA animale.

Sono emersi casi concreti: prodotti etichettati come vegetariani contenevano DNA di maiale, pollo o pesce. In un campione dichiarato “solo pollo” sono state trovate tracce di manzo, anatra e cervo. Un alimento a base di riso riportava la presenza di molluschi, fra cui vongole e ostriche, non dichiarati in etichetta.

In altri casi ingredienti indicati sull’etichetta, come gamberi o uova, non sono stati rilevati affatto. Lo studio ha inoltre individuato la presenza di specie allergeniche non dichiarate, come pesci e molluschi, con potenziali rischi per la salute dei consumatori.

Dichiarazioni degli autori e ricadute per il controllo alimentare

Alice Giusti, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Veterinarie e prima autrice, ha spiegato che i risultati non devono essere letti in chiave repressiva ma come strumento di tutela per i consumatori e per gli operatori che vogliono distinguersi per trasparenza e qualità. Giusti ha sottolineato che la ricerca offre garanzie per chi segue diete specifiche, come vegetariani, vegani o persone con esigenze religiose.

Il dottor Stefano Palomba, Commissario Straordinario dell’IZSLT, ha definito lo studio un passo importante verso un sistema di controlli più moderno e integrato e ha affermato che l’impiego del metabarcoding dimostra come la ricerca scientifica possa tradursi in strumenti concreti per la tutela della Salute Pubblica e per la trasparenza nei confronti dei consumatori. Palomba ha inoltre collegato il lavoro al valore dei medici veterinari pubblici e all’approccio One Health.

Lo studio è stato reso possibile dalle risorse strumentali e dal contributo del FishLab e dell’IZSLT; le medesime motivazioni hanno portato il Ministro della Salute a istituire la Giornata della Veterinaria, che sarà celebrata per la prima volta il 25 gennaio 2026, e che secondo i partecipanti vedrà iniziative per divulgare il contributo dei veterinari alla salute globale e alla sostenibilità.

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