In breve
- L'hackathon Inspiring Cities si è svolto nello scalo di Porta Romana per il 50° di Coima, area del futuro villaggio Olimpico e Paralimpico con 1.700 posti studenti.
- Hanno partecipato 13 università e 130 studenti; UniSR ha vinto con il progetto Organism, guidato dalla Prof.ssa Bottadin Cantoni e otto studenti.
- Organism propone una città walkable, con ospedali smart, screening digitali e telemedicina per diagnosi più tempestive; focus su salute, sicurezza e indipendenza.
L’evento Hackathon Inspiring Cities si è svolto nello scalo di Porta Romana in occasione del 50esimo anniversario di Coima. Nel sito che è anche il futuro villaggio Olimpico e Paralimpico sarà realizzato uno studentato con 1.700 posti per gli studenti. Alla competizione hanno partecipato 13 università, con 130 studenti coinvolti nella sfida di progettare la città dei prossimi 50 anni.
La sfida chiedeva proposte per una città efficiente, internazionale, inclusiva e attenta all’ambiente e alla dimensione sociale, con trasformazione digitale e attenzione all’urbanistica e all’ecologia. Le università hanno presentato i loro sogni di città per rispondere a questa traccia temporale di mezzo secolo. Tra i criteri indicati nello svolgimento dell’hackathon figuravano accessibilità dei servizi, qualità della vita e integrazione intergenerazionale.
Coima: 50 anniversario e scalo di Porta Romana
Coima ha celebrato il suo cinquantesimo anniversario con l’evento tenutosi nello scalo di Porta Romana, area destinata al villaggio Olimpico e Paralimpico. Il progetto di riqualificazione prevede che nella stessa zona sorga uno studentato con 1.700 posti, destinato agli studenti universitari. L’evento ha offerto una piattaforma per 13 università che hanno confrontato idee e progetti sulle città del futuro.
UniSR: il progetto Organism vincitore
Gli studenti dell’Università Vita-Salute San Raffaele hanno vinto il premio per la migliore città del futuro con il progetto chiamato Organism. Il team è stato guidato dalla Professoressa Bottadin Cantoni e composto dagli studenti Aurora Campugiani, Marco Cerciello, Pierluigi Scandale, Enrica Piazza, Edoardo Mongardini, Tom Cossato, Alessandro Cuneo e Alex Brico, provenienti dalle tre facoltà dell’ateneo.
Il progetto Organism parte dai pay off Quid est homo? e Innovating through knowledge, che l’ateneo interpreta come visione dell’uomo non solo biologico ma anche psicologico e spirituale, e della conoscenza come comprensione dell’essere umano oltre che come motore di innovazione scientifica. Il gruppo ha immaginato la città come un organismo complesso, con quartieri interconnessi da servizi che permettono la convivenza di diverse fasce d’età e la costruzione di un ethos comunitario.
Roberto Mordacci, Professore Ordinario di Filosofia, ha spiegato che le comunità sono organismi unitari in cui la molteplicità di persone vive e convive e cerca di condurre una vita “buona”. Aurora Campugiani, studentessa della Facoltà di Medicina e Chirurgia, ha sottolineato che la città del futuro sarà non solo efficiente ma sarà viva e che il progetto punta su salute, sicurezza e indipendenza per i cittadini.
Tra le caratteristiche operative previste dal progetto figurano una città definita walkable grazie a servizi accessibili a tutte le fasce d’età, trasporti e sanità estesi anche ai quartieri più fragili. Il punto forte del progetto è la costruzione di ospedali più smart basati su servizi di screening digitali in cui i dati saranno raccolti e inviati agli specialisti tramite telemedicina, per garantire diagnosi più tempestive ed efficaci. Gli spazi urbani immaginati privilegiano ambienti immersi nel verde e dominati dalla tecnologia, elementi considerati fondamentali per la socialità e la scoperta del sé.