In breve
- L'Eurobarometro 2025 ha intervistato circa 26.370 cittadini nei 27 Stati membri dell'UE tra marzo e aprile 2025.
- La consapevolezza su microplastiche negli alimenti è al 63% (+8 punti), malattie animali al 65% (+5 punti), intossicazioni alimentari al 62% (+5 punti).
- Il 90% si fida di medici e specialisti; la TV resta la fonte principale al 55% ma cala di 6 punti percentuali.
L’EFSA ha commissionato un nuovo sondaggio sulla sicurezza alimentare, realizzato su richiesta della Commissione europea, Direzione generale della Comunicazione. L’indagine è l’Eurobarometro 2025 sulla sicurezza alimentare nell’UE e si basa sulle precedenti indagini speciali dell’Eurobarometro condotte nel 2005, 2010, 2019 e 2022. Tra marzo e aprile 2025 sono stati intervistati circa 26.370 cittadini dei 27 Stati membri, nelle relative lingue nazionali.
Il confronto dei risultati è stato effettuato con l’Eurobarometro Speciale del 2022 per le domande identiche, indicate con codici interni: QE13, QE1, QE3, QE4, QE5, QE6, QE11, QE7, QE10, QE9, QE12, QE8a e QE8b. Le domande coprono interesse, fattori decisionali, consapevolezza, preoccupazione, confronto con l’alimentazione sana, percezione di impatti ambientali e animali, fonti e fiducia nelle informazioni, e motivi per non impegnarsi.
Eurobarometro 2025: 26.370 intervistati nei 27 Stati membri
L’inchiesta è stata condotta tra marzo e aprile 2025 su un campione rappresentativo di cittadini provenienti da diversi gruppi sociali e demografici, intervistati in persona nelle rispettive lingue nazionali. L’indagine include il confronto puntuale con l’Eurobarometro Speciale del 2022 per le domande ricalcate, consentendo di misurare variazioni percentuali tra le due rilevazioni. Il sondaggio è stato esteso anche ai 7 Paesi candidati all’adesione, indicati come Paesi IPA, per i quali sono state raccolte risposte separate.
Per i Paesi candidati all’adesione sono stati intervistati in totale 5.655 cittadini, con le interviste svolte tra il 26 marzo e il 10 maggio 2025. La raccolta dei dati in questi Paesi è avvenuta con interviste di persona, come per gli Stati membri, per garantire comparabilità metodologica. La Commissione europea, Direzione generale della Comunicazione, ha commissionato la rilevazione su richiesta dell’EFSA, che ha poi analizzato i risultati.
Aumento della consapevolezza: microplastiche, malattie animali, intossicazioni alimentari
Il sondaggio registra un aumento significativo della consapevolezza su tre temi specifici rispetto al 2022. La consapevolezza sulle malattie animali è al 65%, in aumento di 5 punti percentuali. La consapevolezza sulle microplastiche negli alimenti è al 63%, in aumento di 8 punti percentuali. La consapevolezza sulle intossicazioni alimentari è al 62%, in aumento di 5 punti percentuali.
Il rapporto elenca anche le aree tematiche valutate con i codici delle domande: interesse per la sicurezza alimentare (QE13), fattori che influenzano le decisioni relative agli alimenti (QE1), consapevolezza sui temi della sicurezza alimentare (QE3), quanto sono preoccupati i cittadini (QE4), confronto tra sicurezza alimentare e alimentazione sana (QE5, QE6), percezione dell’impatto dei fattori ambientali, animali e vegetali sulla salute umana (QE11). Il sondaggio contiene inoltre domande su fonti di informazione (QE7), fiducia nelle fonti (QE10), motivi per non impegnarsi (QE9) e conoscenza del sistema di sicurezza alimentare dell’UE (QE12), oltre ad approfondimenti sul comportamento dei consumatori nei rischi di origine alimentare (QE8a, QE8b).
I dettagli quantitativi e i confronti con il 2022 sulle altre voci non implicitamente numerate nel comunicato non sono riportati nel testo originario.
Fonti d’informazione e fiducia: medici primi, TV ancora canale principale
La fiducia nelle fonti di informazione sui rischi alimentari mostra punte elevate per le figure mediche: il 90% dei cittadini dell’UE dichiara di fidarsi dei medici di base e degli specialisti. Gli scienziati che lavorano in un’università o in un istituto di ricerca finanziato con fondi pubblici raccolgono il 84% di fiducia. Le organizzazioni dei consumatori e gli agricoltori e produttori primari raggiungono entrambi il 82% di fiducia.
La fiducia nelle autorità nazionali è al 70%, in aumento di 4 punti percentuali rispetto al 2022. La fiducia nelle istituzioni dell’UE è al 69%, in aumento di 3 punti percentuali. Questi incrementi sono segnalati rispetto ai valori del 2022 ma il testo non fornisce i valori di partenza precisi.
Per quanto riguarda le fonti effettive di informazione, oltre la metà degli intervistati, il 55%, indica la TV come una delle principali fonti sui rischi alimentari, sebbene la TV registri un calo di 6 punti percentuali rispetto al 2022. Gli scambi con familiari, amici, vicini o colleghi raggiungono il 42% e i motori di ricerca su Internet il 38%. I social network e i blog online vengono utilizzati dal 25% degli intervistati, con un aumento di 4 punti percentuali rispetto all’ultima indagine.