In breve
- Il seminario del 24 settembre a Firenze ha riunito AIDII, AssoARPA e ARPA Toscana per definire metodologie di valutazione dell’esposizione acustica.
- Interventi tecnici includono pneumatici a bassa rumorosità, barriere sostenibili, Metodo TCN e pavimentazioni a bassa rumorosità; l’elettrico non elimina il rumore oltre 30 km/h.
- La tutela giuridica distingue art. 844 c.c. per profili privatistici e L. 447/95 per limiti pubblicistici, con il criterio comparativo dei +3 dB e procedure diverse.
Il seminario formativo gratuito del 24 settembre a Firenze è stato organizzato da AIDII in collaborazione con AssoARPA e ARPA Toscana.
Dopo i saluti istituzionali di Sergio Luzzi, Alberto Manfredi Selvaggi e Pietro Rubellini, Bianca Patrizia Andreini ha presentato il protocollo d’intesa tra AssoARPA e AIDII, finalizzato a elaborare metodologie di valutazione del rischio e a valutare l’esposizione per i lavoratori e la popolazione.
Interventi ARPAT del 24 settembre a Firenze
Gaetano Licitra, responsabile del Dipartimento ARPAT di Pisa, ha distinto le azioni per ridurre l’inquinamento acustico in interventi sulla sorgente e in opere di mitigazione, indicando esempi concreti per ciascuna categoria.
Tra gli interventi sulla sorgente sono citate la scelta di pneumatici meno rumorosi e la transizione dai motori a combustione a motori ad energie alternative, con la precisazione che l’elettrico non annulla il rumore oltre i 30 km/h perché prevale il rumore di rotolamento.
Tra le opere di mitigazione sono indicate le barriere antirumore sostenibili realizzate con materiali riutilizzati o riciclati, le barriere acustiche con metamateriali che assorbono le onde sonore grazie alla struttura reticolare, e le barriere o muri verdi che incorporano vegetazione per assorbire il suono.
ARPAT ha illustrato inoltre soluzioni organizzative e di mobilità: limitazione dell’accesso ai veicoli pesanti soprattutto nelle ore notturne, percorsi dedicati per mezzi pesanti, istituzione di zone a traffico limitato e di zone 30, incentivazione della mobilità dolce e nuove pavimentazioni stradali a bassa rumorosità progettate per ridurre l’interazione pneumatico-strada.
ARPAT ha presentato l’applicazione del Metodo TCN, Tyre Cavity Noise, che utilizza un sensore inserito nello pneumatico per qualificare le strade e studiare lo stato delle pavimentazioni trasformando lo pneumatico in uno strumento di misura dell’ammaloramento delle superfici.
Il Progetto SalPIAm, al quale ARPA partecipa come partner, riguarda la gestione sostenibile del traffico indotto dai porti in Italia attraverso lo sviluppo e l’implementazione di un sistema Intelligent Transport System che considera gli impatti acustici per minimizzare l’esposizione della popolazione.
Normativa: art. 844 e L. 447/95, criteri e procedure
Santo Durelli, avvocato del Foro di Genova, ha ricordato che per le immissioni rumorose di tipo privatistico si applica l’art. 844 del Codice civile, mentre per le attività commerciali, imprenditoriali e industriali si applicano anche le disposizioni della L. 447/95.
Secondo l’art. 844, la tutela si fonda sul criterio comparativo relativo: se il rumore di immissione supera il rumore di fondo di almeno 3 decibel, l’immissione è considerata intollerabile, ma il Giudice pu individuare una soglia diversa in base al caso concreto.
La normativa pubblicistica stabilita dalla L. 447/95 prevede criteri predeterminati di misurazione e valutazione, distinguendo limiti assoluti e differenziali, e considera che al di sotto di determinate soglie il rumore sia trascurabile.
Le procedure di tutela differiscono: chi agisce privatisticamente si rivolge direttamente al produttore di rumore per intimare la cessazione dell’immissione intollerabile, mentre chi si avvale della tutela pubblicistica chiede l’intervento del Comune per far rientrare l’attività nei limiti normativi.
Quando i limiti amministrativi sono rispettati ma il disturbo permane, la sola tutela disponibile pu essere quella privatistica con ricorso ex art. 844 c. c., poiché il Giudice pu giudicare l’immissione superiore alla normale tollerabilità anche se conforme ai limiti amministrativi.
Effetti sanitari, casi di movida e cantieri urbani
Antonio Baldassarre del Dipartimento di Medicina sperimentale e clinica dell’Università di Firenze ha elencato gli effetti del rumore, distinguendo tra effetti uditivi e non uditivi: tra i non uditivi ha citato aumento della frequenza cardiaca, aumento della pressione sanguigna, respirazione accelerata e visione a tunnel.
Baldassarre ha indicato effetti psicologici legati allo stress, effetti neurocomportamentali e riduzioni delle prestazioni percettivo-cognitive; ha inoltre segnalato che un’esposizione cronica al rumore pu contribuire ad aumentare del 5% la probabilità di patologie cardiovascolari.
L’Organizzazione mondiale della sanità, secondo quanto riportato, ha stimato che gli effetti uditivi, in primis la perdita di capacità uditiva, sono destinati ad aumentare entro il 2050.
Per le valutazioni future è stata proposta l’adozione del concetto di esposoma, che considera tutte le esposizioni ambientali nel corso della vita, dal periodo prenatale in poi, sottolineando la variabilità e dinamica dell’esposoma rispetto al genoma.
Jacopo Mario Fogola di ARPA Piemonte ha presentato l’esperienza di Torino nella regolamentazione della movida: la città ha redatto il Piano di risanamento acustico movida e il Piano di governo della notte, e ha modificato tre regolamenti comunali per governare meglio le attività notturne.
Le modifiche introdotte a Torino riguardano il Regolamento acustico, con l’introduzione della valutazione previsionale di impatto acustico anche per il vociare dei dehors; il Regolamento dehors, con l’obbligo di indicare la capienza massima; e il Regolamento esercizi pubblici per aree di movida, che ha previsto la superficie massima dei nuovi insediamenti a 75 mq e l’obbligo di personale formato per l’assistenza alla clientela.
Il Piano torinese prevede strumenti tecnologici: insegne luminose per segnalare il tempo alla chiusura dei locali, totem fonometrici per monitorare la soglia di dB oltre il livello di normale tollerabilità, e azioni di comunicazione con video installazioni, messaggistica luminosa e tecniche di gamification.
La città di Torino ha anche realizzato il progetto “Mover la movida”, un percorso partecipativo con sessioni di laboratorio e interviste rivolte a persone tra i 25 e i 65 anni, e il bando “Impat-to” per attivare spazi di comunità in aree diverse da quelle di movida vicino a scuole, università, biblioteche, musei, teatri o aree verdi.
Arnaldo Melloni del Comune di Firenze ha presentato progetti e soluzioni per la mitigazione del rumore da cantieri e infrastrutture di mobilità, sottolineando che la prevenzione in fase di progettazione è preferibile al risanamento e che il ruolo del progettista acustico è fondamentale.
Melloni ha indicato la gerarchia degli interventi di risanamento: primo, soluzioni sulla sorgente con tecnologie che riducono l’emissione sonora; secondo, barriere o elementi che bloccano la propagazione; terzo, misure di mitigazione sull’ambiente ricevente.
Per i cantieri sono state suggerite leve gestionali: comunicazione preventiva sui tempi e obiettivi dei cantieri, rispetto dei tempi e della durata, inserimento negli atti autorizzativi di prescrizioni che consentano controlli senza fonometrie, come orari, elenchi della strumentazione, distanza dai ricettori, numero massimo di spettatori e posizione dei macchinari e del palco.
La giornata si è chiusa con una sessione di domande e risposte che ha prodotto proposte di miglioramento, in particolare per la modifica degli esami dei corsi di formazione dei tecnici competenti in acustica e per la definizione di un gruppo numeroso di domande precompilate per uniformare le verifiche.
Le presentazioni del seminario e il video dell’evento sono disponibili rispettivamente sul sito web di AIDII e sul canale YouTube di ARPAT.