La più ampia iniziativa sul ruolo dei pascoli e della pastorizia non è solo parola, è il 2026 Anno internazionale dei Pascoli e dei Pastori con sito di monitoraggio FAO e ONU

In breve

  • La FAO e l'ONU hanno proclamato il 2026 Anno internazionale dei Pascoli e dei Pastori.
  • Oltre cento nazioni e quattrocento organizzazioni sono coinvolte nelle attività monitorate dal sito FAO.
  • Qu Dongyu indica quattro capisaldi: migliore produzione, migliore nutrizione, migliore ambiente e una vita migliore.

Il 2026 è stato proclamato Anno internazionale dei Pascoli e dei Pastori dalla FAO e dall’ONU, riconoscendo il ruolo dei pascoli e della pastorizia per la tutela della biodiversità, la sicurezza alimentare e la mitigazione dei cambiamenti climatici.

Per l’occasione la FAO ha avviato un sito di monitoraggio che raccoglie le attività programmate per il 2026, e la proclamazione collega l’attività pastorale alla tutela della pastorizia come elemento di cultura immateriale presente in forme diverse nel mondo.

Sito FAO monitora attività 2026

Il sito creato per l’Anno internazionale dei Pascoli e dei Pastori riunisce informazioni su convegni, congressi e incontri previsti per il 2026.

Secondo la comunicazione ufficiale, oltre cento nazioni parteciperanno alle iniziative e saranno coinvolte più di quattrocento organizzazioni.

La FAO ha dichiarato che lavorerà durante tutto l’anno a stretto contatto con i governi e con i partner per promuovere le attività legate ai pascoli e ai pastori.

Qu Dongyu e i quattro capisaldi della FAO

Il direttore generale della FAO, Qu Dongyu, ha chiesto che si ascoltino e si incoraggino donne, giovani e organizzazioni pastorali a partecipare alle decisioni che riguardano le loro terre e i loro mezzi di sussistenza.

Qu Dongyu ha affermato che troppo spesso le loro voci rimangono inascoltate o ignorate e che il loro contributo viene sottovalutato.

Ha indicato quattro capisaldi attorno ai quali orientare il lavoro della FAO: migliore produzione, migliore nutrizione, migliore ambiente e una vita migliore.

Situazione in Italia e transumanza in Lombardia

In Italia la pastorizia affronta difficoltà legate ai cambiamenti climatici e alla scarsità d’acqua, fattori che rendono complessa la vita in alpeggio.

Allo stesso tempo si registra una rinascita dell’interesse delle giovani generazioni per la pastorizia, fenomeno segnalato in particolare in Lombardia.

Il sito Buonalombardia, citato dalla fonte originaria, segnala che alcune comunità pastorali nelle province di Bergamo e Brescia praticano ancora la transumanza ovina, spostando le greggi dalla pianura Padana agli alpeggi alpini.

Buonalombardia descrive queste pratiche come un modo antico di allevare e come una visione ecologica e sociale del rapporto tra uomo, animale e territorio, sottolineando che custodirle mantiene vivi i legami tra pianura e montagna e tra passato e futuro.

L’articolo originale intitolato “L’anno dei pascoli e dei pastori” proviene da Ersaf, che ha diffuso il testo ripreso in questa sintesi.

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