In breve
- Il nuovo Codice è entrato in vigore il 21 febbraio 2026 e regola il comportamento del personale dell'Università degli Studi di Milano.
- Sono state recepite le disposizioni del d.P.R. 81/2023, con indicazioni su tecnologie, social media e uso responsabile dell'intelligenza artificiale.
- Il Codice introduce specifici articoli su sostenibilità ambientale (art. 15) e tutela contro discriminazioni e molestie (art. 16).
L’Università degli Studi di Milano ha approvato il nuovo Codice di comportamento, entrato in vigore il 21 febbraio 2026, che definisce natura, finalità e ambito di applicazione delle regole per il personale nelle attività di servizio, nei rapporti privati e nei rapporti con il pubblico.
Il testo aggiornato è disponibile nella pagina web dedicata dell’Ateneo insieme al testo completo, agli esiti della consultazione pubblica e al prospetto degli obblighi informativi con i relativi moduli per le comunicazioni. Agli inizi di aprile sarà attiva una procedura digitale con protocollazione automatica per l’invio delle dichiarazioni.
Dettagli del Codice di comportamento in vigore dal 21 febbraio 2026
Il Codice specifica doveri e cautele per il personale dipendente dell’Università degli Studi di Milano e definisce gli ambiti di applicazione riguardanti il servizio, i rapporti privati e i rapporti con il pubblico. La versione approvata recepisce e integra le novità normative introdotte dal d.P.R. 81/2023 rispetto al precedente d.P.R. 62/2013. Il documento ribadisce obblighi già noti, tra cui disciplina dei regali, gestione dei conflitti di interesse e doveri di trasparenza, con riferimenti agli artt. 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 17 e 18 del Codice di comportamento.
Il nuovo Codice rende più chiare le formulazioni relative al corretto utilizzo delle risorse e al comportamento atteso dal personale. Lo schema di Patto di integrità è stato modificato limitatamente alla parte in cui sono richiamati gli estremi del Codice. Tutti i materiali relativi al provvedimento sono pubblicati nella pagina web dell’Ateneo e includono i moduli per le comunicazioni obbligatorie.
Allineamento al d.P.R. 81/2023, articoli 13 e 14
La revisione recepisce specificamente le disposizioni del d.P.R. 81/2023 che aggiornano il Codice di comportamento nazionale (d.P.R. 62/2013) con norme sul corretto utilizzo delle tecnologie informatiche, dei mezzi di informazione e dei social media, richiamate negli artt. 13 e 14 del Codice nazionale. L’obiettivo dichiarato è tutelare l’immagine e il buon andamento della pubblica amministrazione, applicando gli stessi principi all’Ateneo.
Il testo di Ateneo rafforza obblighi di trasparenza, responsabilità amministrativa e integrità e chiarisce doveri e cautele nell’uso degli strumenti informatici e dei canali comunicativi. Il Codice include espressamente l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale tra le indicazioni per il personale, in linea con le prescrizioni del d.P.R. aggiornato.
Novità: ambiente e tutela del personale, articoli 15 e 16
Il nuovo Codice introduce un articolo dedicato alla sostenibilità ambientale e all’uso responsabile delle risorse, che promuove comportamenti sostenibili, il risparmio energetico, la riduzione degli sprechi e una gestione consapevole dei materiali e degli spazi, ed è identificato come art. 15 del Codice di comportamento.
Un intero articolo è inoltre riservato alla tutela del personale contro discriminazioni, molestie, mobbing e situazioni di disagio lavorativo, identificato come art. 16, con l’impegno a creare un ambiente di lavoro rispettoso, inclusivo e attento al benessere psicofisico. Queste due disposizioni non erano presenti nella versione del Codice del 2015 e rappresentano novità richiamate esplicitamente nel testo.
La Statale riporta anche il ricordo del Rettore Enrico Decleva nel materiale pubblicato. La consultazione pubblica che ha preceduto l’approvazione si è svolta dall’11 settembre al 1° ottobre 2025 e include tutte le osservazioni pervenute da chi intrattiene rapporti di studio o di lavoro con l’Ateneo.
Parte delle osservazioni ricevute è stata recepita nella versione del Codice sottoposta agli Organi nel dicembre 2025. Il documento pubblica inoltre l’analisi condotta dall’Ateneo sui contributi pervenuti durante la consultazione.