In breve
- CRAFTWORK, finanziato con un ERC Starting Grant 2020, ha studiato il fenomeno dal 2020 al 2025.
- La ricerca ha realizzato 78 interviste, di cui 44 a persone che prima lavoravano in ufficio.
- Evento conclusivo il 3 e 4 settembre alla Facoltà di Scienze Politiche della Statale di Milano.
Il progetto CRAFTWORK, finanziato con un ERC Starting Grant 2020, ha indagato dal 2020 al 2025 il fenomeno del ritorno a forme di lavoro neo-artigianale nelle economie avanzate. L’evento conclusivo Il futuro del lavoro si svolge il 3 e 4 settembre presso la Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell’Università Statale di Milano. La ricerca è coordinata da Alessandro Gandini, docente del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche della Statale di Milano.
Il progetto ha combinato una mappatura iniziale con un’indagine qualitativa basata su interviste per comprendere motivazioni, percorsi professionali e rapporto con la tecnologia dei neo-artigiani. I risultati esplorano perché molte persone lasciano il lavoro d’ufficio per attività pratiche e artigianali, e come i social media e le piattaforme digitali sostengano queste scelte. L’iniziativa chiude con un evento che mette a confronto studiose e studiosi su innovazione tecnologica, mutamenti culturali e nuove forme di occupazione.
Evento 3 e 4 settembre a Università Statale di Milano
L’evento conclusivo si terrà il 3 e il 4 settembre presso la Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell’Università Statale di Milano. Le due giornate comprendono workshop e tavoli tematici che mettono a confronto accademici provenienti da diversi ambiti disciplinari. L’iniziativa prende le mosse dai risultati del progetto CRAFTWORK e intende interrogare cosa dica la diffusione del lavoro artigianale sul futuro del lavoro.
La struttura dell’evento è pensata come parte integrante della ricerca: i tavoli consentono discussioni mirate e raccolta di spunti non approfonditi durante il quinquennio di studio. Il programma riunisce contributi che riflettono sulle trasformazioni indotte dall’innovazione digitale, dai cambiamenti culturali e dalle pratiche di produzione materiale. L’evento è pubblicizzato come momento di confronto accademico e non come fiera commerciale.
Risultati: 78 interviste e 44 ex-lavoratori d’ufficio
CRAFTWORK ha condotto 78 interviste qualitative e ha rilevato che in 44 casi gli intervistati precedentemente svolgevano un lavoro d’ufficio. Per quei 44 soggetti il ritorno a un lavoro più materiale è percepito come più significativo e portatore di valore esistenziale, non necessariamente più remunerativo. I restanti intervistati hanno percorsi educativi diversi che li hanno portati o avvicinati al neo-artigianato per ragioni multiple.
Il progetto segnala una prevalenza generazionale: la maggior parte dei neo-artigiani sono millennials che hanno iniziato in carriere tradizionali e poi si sono riorientati. Il settore con il maggior numero di neo-artigiani individuati è quello del cibo, con esempi in caffè, vino, pane e prodotti fermentati. Molti di questi soggetti dispongono di uno spazio fisico, talvolta aperto al pubblico, e partecipano alla tendenza della “produzione vistosa” che enfatizza l’esibizione dei processi produttivi.
CRAFTWORK registra anche differenze nazionali: il fenomeno è diffuso in circa una ventina di Paesi europei studiati, e l’Italia emerge come contesto dove il fenomeno è particolarmente visibile per il legame con la tradizione artigianale e per livelli di insoddisfazione nel lavoro. Lo studio osserva che la definizione di artigianato varia tra paesi e che in alcuni contesti europei le tradizioni artigianali sono meno radicate rispetto a Italia e Francia.
Il progetto cita riferimenti teorici individuati nella letteratura: il libro di David Gauntlett, La società dei makers (Marsilio, 2013), e il lavoro di Adam Ardvinson, Changemaker? Il futuro industrioso dell’economia digitale (Polity Press, 2019), come contesto interpretativo delle trasformazioni osservate.
Durante il periodo 2020-2025 la pandemia di Covid-19 ha coinciso con la ricerca e ha accelerato processi già in atto, secondo il progetto. CRAFTWORK collega la crescita dei lavori neo-artigianali a fenomeni emersi durante la pandemia come le Grandi dimissioni iniziate negli USA nel 2021 e il quiet quitting, identificando nello spazio lasciato da queste dinamiche uno spazio per pratiche neo-artigianali.
Il progetto annuncia che dopo il 4 settembre permangono aree di ricerca non approfondite, e segnala l’emergere, durante il quinquennio, della questione dell’intelligenza artificiale come tema non originariamente previsto dalla proposta. A marzo 2027 uscirà il libro frutto del progetto: Gentrified Labour. Meaningful Work After the Middle Class, autore Alessandro Gandini, pubblicato da Bristol University Press.
Il gruppo di ricerca del progetto comprende Alessandro Gandini, Giulia Giorgi, Giammarco Peterlengo, Marta Tonetta e Gaia Casagrande. Per contatti ufficiali è fornita la mail ALESSANDRO. GANDINI@UNIMI. IT e il numero 0250321216.