In breve
- Nel 2023 la PAC ha erogato 113 milioni di euro in Lombardia, destinati anche ad allevamenti in comuni oltre i limiti di azoto.
- Per certificazione regionale il 40% dei comuni vulnerabili ai nitrati supera i limiti, con province più colpite: Brescia 36%, Cremona 26%, Bergamo 17%, Mantova 12%.
- La proposta di legge 1760 è stata sottoscritta da 23 parlamentari e cinque associazioni promuovono una mozione per i consigli comunali.
Nel 2023 sono stati erogati 113 milioni di euro dall’Unione Europea in Lombardia per sostenere la zootecnia, e Greenpeace Italia afferma che questi fondi hanno sostenuto allevamenti ubicati in comuni che superano i limiti consentiti di azoto.
Secondo la nuova edizione dell’indagine Fondi pubblici in pasto ai maiali, pubblicata da Greenpeace Italia, il 40% dei fondi della Politica Agricola Comune destinati alla regione finanzierebbe un modello produttivo che mette a rischio la salute degli ambienti naturali e delle persone.
165 comuni lombardi oltre i limiti di legge per l’azoto
Per certificazione della Regione Lombardia, il 40% dei Comuni lombardi che ricadono in zone vulnerabili ai nitrati continua a superare i livelli di azoto di origine zootecnica consentiti. Greenpeace riporta che le aree più colpite sono le province agricole di pianura: Brescia con il 36%, Cremona con il 26%, Bergamo con il 17% e Mantova con il 12%.
I dati analizzati mostrano che in alcuni comuni il livello di azoto è risultato anche il triplo o il quadruplo rispetto a quello consentito. La causa primaria degli sforamenti è la dimensione e la diffusione degli allevamenti intensivi nella regione.
113 milioni di euro PAC erogati nel 2023
Greenpeace afferma che, solo in Lombardia, vengono allevati il 48% dei suini, il 26% dei bovini e il 17% degli avicoli presenti sul territorio nazionale. Lo spandimento sui campi delle deiezioni animali trasferisce grandi quantità di azoto e composti azotati sui terreni agricoli, con rischio di trasferimento ai corpi idrici e alle falde acquifere.
La presenza di elevate concentrazioni di azoto nelle acque pu comprometterne la qualità, incluse le acque per uso potabile, e alterare l’equilibrio degli ecosistemi, secondo quanto evidenziato dall’indagine.
La Commissione europea ha inviato una prima lettera di mora all’Italia nel 2018 e una successiva nel 2020; nel 2023 ha emesso un parere motivato. Nel parere si avverte che, se Italia e Lombardia non adotteranno provvedimenti immediati, il Paese dovrà risponderne davanti alla Corte di Giustizia Europea e potrà essere sanzionato “per non aver protetto adeguatamente le acque e la popolazione dall’inquinamento da nitrati provenienti da fonti agricole”.
Greenpeace cita la necessità di ridurre il numero e la concentrazione di animali allevati in un territorio come misura efficace per contrastare l’inquinamento da azoto e riporta le parole di Simona Savini, campagna Agricoltura di Greenpeace Italia: L’inquinamento legato agli eccessivi carichi di azoto si contrasta in modo efficace solo riducendo il numero e la concentrazione di animali allevati in un dato territorio.
La proposta di legge denominata “Oltre gli allevamenti intensivi”, assegnata alla Commissione Agricoltura nel luglio scorso con il numero 1760, è stata sottoscritta da 23 parlamentari appartenenti a cinque diversi schieramenti politici e attende l’avvio dell’iter parlamentare.
Le cinque associazioni promotrici del testo sono indicate come Greenpeace Italia, ISDE, Lipu, Terra! e WWF Italia. Esse hanno messo a disposizione degli enti locali una mozione per permettere ai consigli comunali e agli enti di prossimità di partecipare al dibattito sulla gestione degli allevamenti intensivi e la tutela della salute dei territori.