In breve
- La donazione trasferisce beni o denaro gratuitamente e per beni di valore richiede atto pubblico notarile con due testimoni.
- Le donazioni in vita sono ricomprese nella riunione fittizia per valutare il rispetto delle quote di legittima e possono essere ridotte dagli eredi lesi.
- Le imposte sulle donazioni sono simili a quelle di successione; l'Istituto Mario Negri gode delle agevolazioni fiscali per enti non profit.
Donazione e successione ereditaria sono i due concetti al centro della guida fornita dall’Istituto Mario Negri sul funzionamento delle donazioni in vita e dei loro effetti sulla successione. La donazione è definita come l’atto con cui una persona trasferisce gratuitamente un bene o una somma di denaro a un’altra persona o ente. Per i beni di valore la donazione richiede la forma dell’atto pubblico notarile, redatto alla presenza di due testimoni. La successione ereditaria disciplina il trasferimento dei beni dopo la morte, secondo la legge o il testamento, e prende in considerazione anche le donazioni fatte in vita.
Donazione notarile, presenza di due testimoni
La guida specifica che, quando la donazione riguarda beni di valore, è necessario un atto pubblico notarile alla presenza di due testimoni. Le donazioni di modico valore, come regali proporzionati al reddito del donante, non richiedono atto notarile. Le donazioni prive di atto notarile, se di modico valore, non sono soggette a imposte. Per donazioni di rilievo la forma notarile è dunque un requisito giuridico fondamentale indicato dalla fonte.
Istituto Mario Negri: donazioni e agevolazioni fiscali
L’articolo indica che chi desidera sostenere la ricerca scientifica può destinare donazioni in vita a enti riconosciuti come l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. L’Istituto gode delle agevolazioni fiscali previste per gli enti non profit, secondo quanto riporta la fonte. La guida avverte però che donare in vita non garantisce sempre un vantaggio fiscale duraturo, perché le donazioni sono considerate anche al momento della successione. Chi intende devolvere parte del patrimonio alla solidarietà viene quindi invitato a valutare sia la donazione in vita sia il lascito testamentario.
Riunione fittizia e quote di legittima
La fonte spiega che, al momento della successione, le donazioni effettuate in vita vengono “riportate” idealmente nel patrimonio del defunto con una procedura chiamata riunione fittizia. Questo meccanismo serve a calcolare se le quote di legittima, ossia le parti riservate per legge a coniuge, figli o genitori, siano state rispettate. Se una donazione in vita supera la quota disponibile e lede i diritti degli eredi legittimi, gli eredi possono chiedere la riduzione della donazione per ripristinare l’equilibrio previsto dalla legge. La guida raccomanda di verificare la situazione familiare e patrimoniale con un notaio prima di disporre donazioni rilevanti per evitare conflitti.
Aspetti fiscali: imposte sulle donazioni e franchigie
Secondo il testo, le imposte sulle donazioni sono simili a quelle applicate alle successioni e l’importo dovuto dipende dal grado di parentela, con franchigie significative. La guida precisa che le donazioni di modico valore non sono soggette a imposte e non richiedono atto notarile. Donare in vita non è automaticamente uno strumento per eludere le imposte di successione, poiché le donazioni entrano nella valutazione al momento dell’apertura della successione. Per questo motivo la scelta tra donazione in vita e lascito testamentario deve considerare sia l’impatto fiscale sia le quote di legittima.
Lascito testamentario e donazioni in vita: differenze di tempo ed effetti
La fonte distingue chiaramente il lascito testamentario dalla donazione in vita per tempi ed effetti giuridici. La donazione in vita consente di sostenere immediatamente un progetto o un ente, mentre il lascito testamentario permette di destinare risorse dopo la morte, proseguendo l’impegno nel tempo. Entrambe le forme possono coesistere in una pianificazione consapevole del patrimonio. La guida include inoltre una tabella comparativa per facilitare la consultazione delle principali differenze tra le due modalità.
La pagina segnala infine una serie di servizi informativi collegati all’attività dell’Istituto: Intercheck web, applicazione rivolta a medici e operatori sanitari per la prescrizione corretta dei farmaci negli anziani; un servizio di informazioni per madri in gravidanza e allattamento sull’uso corretto dei farmaci; servizi informativi per medici, operatori e cittadini sui piani terapeutici e le patologie rare; servizi per le malattie renali e i trapianti; e servizi dedicati all’uso corretto dei farmaci, effetti collaterali e interazioni nell’anziano. Questi servizi sono elencati nella fonte come parte dell’attività informativa dell’Istituto.