In breve
- Uno studio multicentrico su oltre 3.000 casi e 3.400 controlli ha registrato una riduzione del 40% del rischio con alta aderenza alle raccomandazioni WCRF.
- Una meta-analisi di 16 studi, per più di 37.000 donne con tumore, indica una riduzione del rischio di circa il 30% per chi segue le linee guida WCRF.
- Le raccomandazioni chiave includono mantenere un aumento di peso inferiore a 5 kg rispetto ai 18 anni, attività fisica e una dieta ricca di cereali integrali, frutta, verdura e legumi.
L’analisi su più centri ha valutato l’adesione alle raccomandazioni del World Cancer Research Fund e il rischio di tumore della mammella.
I ricercatori hanno misurato l’aderenza alle raccomandazioni del WCRF confrontando donne con tumore e donne sane, e hanno stimato l’associazione tra punteggio di aderenza e rischio di malattia.
Studio dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano
Lo studio è stato condotto da ricercatori della S.S.D. di Statistica Medica e Biometria dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e del Dipartimento di Scienze cliniche e di comunità dell’Università degli Studi di Milano, con collaborazione di centri italiani e svizzeri tra cui il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, l’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione Pascale” di Napoli e l’Università di Losanna.
La casistica comprende oltre 3.000 donne con tumore della mammella e 3.400 donne sane partecipanti a uno studio multicentrico italo-svizzero.
Per ogni donna è stato calcolato un punteggio di aderenza alle raccomandazioni del WCRF e confrontati i livelli più alti e più bassi di aderenza.
Le donne con maggior aderenza alle raccomandazioni hanno mostrato una riduzione del 40% del rischio di sviluppare il tumore della mammella rispetto alle donne con bassa aderenza, come riportato dalla dottoressa Federica Turati dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Analisi combinata di 16 studi e 37.000 casi
I ricercatori hanno condotto una ri-analisi sistematica includendo tutti gli studi disponibili in Europa e in America.
L’analisi combinata ha considerato 16 studi epidemiologici e un totale di più di 37.000 donne con tumore della mammella.
La sintesi degli studi indica che le donne che seguono le raccomandazioni del WCRF hanno un rischio ridotto di circa il 30% di tumore della mammella rispetto alle donne che non le seguono, secondo la dottoressa Turati.
Francesca Bravi, ricercatrice di Statistica medica all’Università degli Studi di Milano, ha evidenziato come il punto di forza dello studio sia l’inclusione e l’analisi sistematica di tutti gli studi pubblicati sull’argomento, con stime basate su ampia casistica.
Raccomandazioni del WCRF e impatto in Italia
Il World Cancer Research Fund raccomanda di mantenere un peso corporeo salutare durante la vita, evitando un aumento superiore a 5 kg rispetto ai 18 anni, svolgere attività fisica e seguire una dieta ricca di cereali integrali, verdure, frutta e legumi.
Le raccomandazioni suggeriscono inoltre di limitare il consumo di cibi fast-food e alimenti trasformati ricchi di grassi, zuccheri o amidi, di limitare le carni rosse e i salumi, di evitare bevande zuccherate e alcool e, per le madri, di favorire l’allattamento al seno per benefici anche sulla prevenzione dei tumori.
Lo studio, in parte supportato dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, sottolinea che la protezione osservata non deriva da una singola raccomandazione ma dall’insieme di comportamenti di stile di vita.
In Italia il tumore della mammella è il tumore più frequente, con oltre 50.000 nuovi casi stimati nel 2019, e rappresenta la prima causa di morte per tumore nelle donne.
Carlo La Vecchia, docente di Statistica medica ed epidemiologia all’Università degli Studi di Milano e coordinatore del progetto, ha indicato che lo studio offre un messaggio di salute pubblica: è possibile agire sui fattori di rischio modificabili come dieta, attività fisica e peso corporeo per ridurre l’incidenza del tumore della mammella.