In breve
- La terapia CAR-T richiede aferesi, ingegnerizzazione e reinfusione dopo circa 3-4 settimane.
- AIFA ha approvato la CAR-T per specifici linfomi, leucemie e mieloma in determinate linee terapeutiche.
- Humanitas ha infuso circa 140 CAR-T fino a luglio 2024 e dispone di accreditamento Jacie e unità multidisciplinare.
La terapia CAR-T è un trattamento innovativo per alcune malattie onco-ematologiche come leucemia, linfoma e mieloma che pu guarire pazienti con recidiva dopo una o più terapie convenzionali. Per accedere alla CAR-T il primo passo è sottoporsi a una visita ematologica, durante la quale si valuta l’indicazione alla terapia in base alla tipologia di malattia e lo stato di salute generale del paziente. La dottoressa Stefania Bramanti, Responsabile Sezione di Trapianto Autologo, CAR-T e Aferesi presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, è citata come interlocutore clinico nella fonte.
Procedura: aferesi e ritorno in 3-4 settimane
La procedura inizia con un prelievo di sangue del paziente svolto in day hospital per isolare i linfociti T, mediante la tecnica detta aferesi. I linfociti T raccolti sono inviati a un laboratorio per l’ingegnerizzazione genetica che inserisce il recettore CAR, ossia il Chimeric Antigen Receptor, in grado di riconoscere le cellule tumorali. Le CAR-T ottenute esprimono sulla superficie il recettore CD19 secondo la descrizione della procedura. Dopo circa 3-4 settimane i linfociti CAR-T ritornano al centro che li ha richiesti e vengono somministrati al paziente attraverso un’infusione della durata di pochi minuti. I linfociti cos modificati attivano il sistema immunitario del paziente per distruggere le cellule tumorali.
AIFA: indicazioni approvate per la terapia CAR-T
L’Agenzia Italiana del Farmaco, AIFA, ha approvato la terapia CAR-T per pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) recidivato o refrattario a una o più linee di chemioterapia. È approvata anche per linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B (PMBCL) recidivato o refrattario. L’approvazione comprende la leucemia linfoblastica acuta a cellule B refrattaria, in recidiva post-trapianto o in seconda o ulteriore recidiva. La CAR-T è autorizzata per il mieloma multiplo recidivato o refrattario dopo tre linee di chemioterapia. Sono inoltre incluse le indicazioni per linfoma follicolare recidivato/refrattario dopo tre o più linee di chemioterapia e per linfoma mantellare recidivato o refrattario.
La fonte ricorda che non tutti i pazienti sono candidabili e che la selezione avviene nei centri specializzati per garantire il corretto rapporto rischio/beneficio.
Trial clinici e gruppi non standard
Sono disponibili trial clinici che arruolano pazienti con linfomi diffusi a grandi cellule e mieloma multiplo già in prima linea, con l’obiettivo di valutare l’efficacia delle CAR-T nelle prime fasi della malattia. Esistono studi clinici rivolti a pazienti anziani o grandi anziani non candidabili alle terapie secondo l’approvazione AIFA. Sono inoltre in corso sperimentazioni su pazienti affetti da malattie autoimmuni avanzate.
Effetti collaterali, monitoraggio e tempi di valutazione dopo infusione
Dopo l’infusione il paziente resta ricoverato per 10 giorni in un reparto dedicato al monitoraggio degli effetti collaterali principali: la sindrome da rilascio delle citochine e la tossicità neurologica. Un team multidisciplinare composto da trapiantologi, neurologi e rianimatori è disponibile per gestire eventuali complicanze che richiedano assistenza intensiva. I potenziali effetti benefici sul controllo della malattia sono valutabili già dopo un mese dalla somministrazione. La fonte sottolinea che, benché i risultati siano promettenti in linfomi non Hodgkin recidivanti o refrattari e in leucemie acute linfoblastiche, non tutti i pazienti ottengono i risultati sperati.
Humanitas: accreditamenti, disponibilità e dati a luglio 2024
L’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano è tra gli istituti accreditati a somministrare le CAR-T e dispone di un accreditamento di qualità Jacie per trapianto allogenico. Humanitas ha a disposizione una terapia intensiva generale e una neurologia attive H24 e ha ottenuto la qualificazione da parte di tutti i principali laboratori di manipolazione cellulare farmaceutici produttori di CAR-T. Dal 2019 Humanitas dispone di tutte le CAR-T approvate da AIFA per le patologie oncoematologiche non responsive alla chemioterapia.
Nel reparto trapianti, alla data indicata dalla fonte, luglio 2024, sono state infuse circa 140 CAR-T. L’Unità CAR-T di Humanitas è composta da medici ematologi esperti in trapianto di cellule staminali, due team di infermieri professionali di cui uno specializzato in aferesi e uno dedicato esclusivamente alla gestione del paziente CAR-T, e un team multidisciplinare con neurologi, infettivologi e anestesisti. Vi sono inoltre infermieri di ricerca e data manager dedicati alla gestione dei pazienti arruolati in protocolli clinici.