In breve
- Il Ministero ha riconosciuto il Consorzio di tutela del Cesanese di Olevano Romano DOP con decreto del 19 settembre 2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 225 del 27 settembre 2025.
- Il consorzio ha funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e vigilanza, con incarico triennale e possibile sospensione o revoca per perdita dei requisiti.
- Arsial ha supportato la costituzione fornendo statuto e atto costitutivo e il Presidente Massimiliano Raffa ricorda che il Vigneto Lazio genera oltre 230 milioni di euro annui.
Con il decreto del 19 settembre 2025 il Consorzio di tutela del Cesanese di Olevano Romano DOP ha ricevuto il riconoscimento ufficiale dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
Il provvedimento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 225 del 27 settembre 2025 e dispone l’istituzione di un organismo con compiti di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e vigilanza sulla denominazione.
Decreto del 19 settembre 2025, Gazzetta Ufficiale n. 225
Il decreto di riconoscimento porta la firma del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ed è datato 19 settembre 2025; la pubblicazione è avvenuta il 27 settembre 2025 sulla Gazzetta Ufficiale n. 225. Il nuovo consorzio avrà le funzioni previste dall’articolo 41 della legge 12 dicembre 2016, n. 238; tra queste la tutela, la promozione, la valorizzazione, l’informazione del consumatore e la vigilanza sulla denominazione. L’incarico ha durata triennale e potrà essere sospeso o revocato qualora vengano meno i requisiti richiesti dalla normativa.
Ruolo del Consorzio e dati sul Vigneto Lazio
Il riconoscimento si inserisce nel percorso di consolidamento della vitivinicoltura del Lazio, regione che oggi conta tre DOCG: Cesanese del Piglio, Frascati e Cannellino di Frascati, oltre a numerose DOC e IGT. Il Cesanese di Olevano Romano DOP è coltivato nelle aree collinari a sud-est di Roma e rappresenta una delle espressioni più identitarie del vitigno Cesanese, simbolo della viticoltura regionale. Arsial ha accompagnato il percorso di riconoscimento sin dalle fasi preliminari, fornendo supporto nella predisposizione dello statuto e dell’atto costitutivo, e curando i rapporti con il MASAF nelle diverse fasi istruttorie, per integrare e dettagliare la documentazione necessaria.
Il Presidente di Arsial, Massimiliano Raffa, ha sottolineato che il “Vigneto Lazio è capace di generare più di 230 milioni di euro di valore annuo, con un export in costante crescita”. Raffa ha osservato inoltre che la presenza di tante denominazioni richiede un percorso di razionalizzazione per concentrare gli sforzi sulle realtà più vitali; ha detto: Si tratta di un traguardo che premia l’impegno dei produttori e conferma la centralità del Cesanese come vitigno identitario del Lazio. L’assessore all’Agricoltura, alla Sovranità Alimentare e al Bilancio, Giancarlo Righini, ha dichiarato: L’istituzione del Consorzio di tutela del Cesanese di Olevano Romano rappresenta un passo decisivo per la nostra vitivinicoltura e per il rafforzamento dell’identità agricola del Lazio. È il frutto di un lavoro sinergico tra istituzioni, produttori e territorio.
Secondo il comunicato, il nuovo consorzio si aggiunge agli altri 6 consorzi già riconosciuti e attivi nella regione e dovrà diventare uno strumento per sostenere il lavoro delle aziende, garantire maggiore competitività e accrescere la visibilità del Cesanese di Olevano Romano, anche sui mercati internazionali.