I colori dello stress nell’Appennino centrale dopo il 24 agosto 2016

I colori dello stress nell'Appennino centrale dopo il 24 agosto 2016

In breve

  • Il b-value misura il rapporto tra piccoli e grandi terremoti ed è derivato dalla legge di Gutenberg-Richter, Log N = a – b * M.
  • Dopo il 24 agosto 2016, sotto Accumoli è stato osservato un b-value fino a 1,6, mentre ai bordi della struttura si sono registrati valori intorno a 0,8.
  • La sequenza del 2016 si è propagata verso nord fino al sisma di Norcia del 30 ottobre 2016, Mw 6.5, in un settore a basso b-value.

A dieci anni dal 24 agosto 2016 e dal sisma di Amatrice, Mw 6.0, gli studi basati sui dati in tempo reale della Sala di Sorveglianza Sismica dell’INGV hanno analizzato l’evoluzione spaziale e temporale della sismicità nell’Appennino centrale usando il parametro b-value.

Il b-value misura il rapporto tra il numero di piccoli terremoti e quelli di magnitudo maggiore, ed è stato calcolato a partire dalla legge di Gutenberg-Richter, espressa come Log N = a – b * M, dove M è la magnitudo e N il numero cumulato di eventi con magnitudo maggiore o uguale a M.

Distribuzione del b-value nel 2016

Lo studio ha confrontato tre periodi dal 2005 fino al 18 settembre 2016, includendo la sequenza dell’Aquila del 2009 e la sequenza iniziata con il mainshock di Amatrice. Nel periodo immediatamente successivo al 24 agosto 2016, sotto Accumoli è stato osservato un volume con b-value fino a 1,6, interpretato come effetto della sismicità indotta da fluidi profondi in pressione e dal rilascio di slip co-sismico. Ai bordi della struttura attivata sono emerse due anomalie a basso b-value, intorno a 0,8, una a sud-est tra Amatrice e Campotosto e una a nord sotto Norcia, ricondotte ad asperità della faglia soggette a forte carico di stress.

Il valore medio globale del b-value è circa 1, corrispondente alla regola di dieci eventi di magnitudo inferiore per ogni evento di magnitudo superiore di un punto. Nel profilo verticale AA’ precedente al 24 agosto 2016 è stata descritta un’anomalia ad alto b-value tra 6 e 12 km di profondità sotto Accumoli, e un’asperità a basso b-value sotto Amatrice con elevata concentrazione di terremoti. Dopo il mainshock, il profilo BB’ mostra la persistenza dell’alto b-value sotto Accumoli, e la definizione più netta delle due anomalie fredde a circa 0,8 ai bordi della struttura.

Cronologia e impatto sulla propagazione fino al 30 ottobre 2016

L’analisi copre oltre dieci anni di sismicità e ha evidenziato una propagazione progressiva della sismicità verso nord che ha poi interessato il settore crostale contraddistinto da bassi valori di b-value. La progressione della sequenza culmin nella forte scossa di Norcia del 30 ottobre 2016, Mw 6.5, con ipocentro a circa 9 km di profondità, evento che si è verificato in un settore con valori di b-value inferiori. Le variazioni del b-value sono state quindi utili per descrivere la ridistribuzione dello stress tra segmenti di faglia attivati in rapida successione.

Lo studio sottolinea che l’interpretazione delle mappe del b-value non consente previsioni deterministiche di data e ora degli eventi, ma fornisce dati essenziali per comprendere la modalità di distribuzione dello sforzo nelle strutture sismogenetiche. Il lavoro si fonda sulla qualità del Bollettino Sismico Italiano, citato come BSI Working Group (2015), alimentato dalla Rete Sismica dell’INGV, e prosegue integrando il b-value con studi multidisciplinari condotti dal Centro di Pericolosità Sismica dell’INGV.

L’articolo è a cura di Caterina Montuori, Giuseppe Falcone e Maura Murru, INGV, e cita come riferimento primario Montuori et al., 2016, Annals of Geophysics, e il Bollettino Sismico Italiano (BSI) con DOI indicati negli archivi citati.

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