Giornata mondiale degli animali negli allevamenti: Greenpeace e altre chiedono la revisione del modello intensivo

interno di allevamento con gabbie vuote e fienile sullo sfondo

In breve

  • La proposta di legge 1760 è stata presentata a Montecitorio nel marzo 2024 ed è in attesa di calendarizzazione in Commissione Agricoltura.
  • Nove comuni italiani hanno approvato mozioni a sostegno della PdL, che conta 23 firme parlamentari di cinque partiti.
  • La PdL punta a un piano di uscita dagli allevamenti intensivi entro il 2040 e prevede incentivi per la riconversione agroecologica.

Alla vigilia della Giornata mondiale degli animali negli allevamenti, le associazioni Terra!, Greenpeace Italia, LIPU, WWF Italia e ISDE denunciano l’impatto degli allevamenti intensivi su animali, ambiente, piccole aziende e salute pubblica.

Le stesse organizzazioni hanno presentato a Montecitorio, nel marzo 2024, la proposta di legge 1760 denominata «Oltre gli allevamenti intensivi – Per una transizione agroecologica della zootecnia», oggi ferma in attesa di calendarizzazione in Commissione Agricoltura.

Comuni: nove mozioni a sostegno della proposta di legge 1760

Nove comuni italiani hanno approvato mozioni a sostegno della proposta di legge 1760: Castenedolo (BS), Spoltore (PE), San Vito al Tagliamento (PN), Stanghella (PD), Bastia Umbra (PG), Fabbrico (RE), Rivalta (TO), Empoli (FI) e Città di Castello (PG).

La coalizione di associazioni indica che la PdL è stata firmata da 23 parlamentari appartenenti a cinque forze politiche diverse e che decine di associazioni e comitati hanno espresso sostegno formale.

Le associazioni sottolineano che le mozioni comunali rappresentano un segnale dell’importanza dei territori per tutelare la salute collettiva, il benessere animale e i redditi dei piccoli allevatori, danneggiati da allevamenti sempre più grandi e filiere ritenute inique.

Proposta di legge 1760: uscita graduale entro il 2040 e misure previste

La proposta «Oltre gli allevamenti intensivi» fissa l’obiettivo di stabilire un piano di uscita graduale dal modello intensivo entro il 2040.

La PdL prevede di sostenere la riconversione degli allevamenti verso modelli estensivi, biologici e agroecologici, introdurre incentivi economici per chi investe in pratiche sostenibili e nel benessere animale, e tutelare la salute pubblica.

La proposta include inoltre misure per ridurre i consumi eccessivi di carne e derivati promuovendo una dieta equilibrata e sostenibile, e chiede il blocco, nell’attesa della formalizzazione del piano di conversione, dell’espansione di nuovi allevamenti intensivi e dell’ampliamento di quelli esistenti.

Le associazioni riferiscono che l’adesione di Slow Food Italia al Manifesto che sostiene la PdL rafforza l’alleanza con i piccoli produttori che privilegiano metodi agroecologici, considerata utile per la transizione.

Come ulteriore elemento a sostegno della necessità di cambiamento, le associazioni ricordano che ieri è stato segnalato il primo caso stagionale di influenza aviaria in provincia di Udine, in uno stabilimento di polli broiler.

Le organizzazioni richiamano che a causa dell’aviaria, durante la scorsa stagione, sono stati abbattuti milioni di capi e che sono stati erogati milioni di euro in ristori agli allevatori, citando questi fatti come indicazioni degli impatti sanitari e economici collegati al modello intensivo.

Tag

Lascia un commento