In breve
- Greenpeace definisce l'uso della fame come arma di guerra un crimine e chiede il suo immediato arresto.
- L'organizzazione sostiene le richieste di Action Against Hunger per accesso senza ostacoli agli aiuti e l'apertura di tutti i valichi.
- Greenpeace chiede rilascio dei detenuti palestinesi, rilascio degli ostaggi, cessate il fuoco, sanzioni e fine dell'occupazione.
Bilancio delle vittime e Greenpeace definiscono l’uso della fame come metodo di guerra un crimine che deve essere fermato immediatamente.
I civili palestinesi vengono uccisi e feriti mentre fanno la fila per procurarsi del cibo nei punti di distribuzione degli aiuti, che secondo Greenpeace sono stati militarizzati.
La malnutrizione e la fame sono diffuse a Gaza, e il blocco deliberato di cibo e medicine amplifica il bilancio delle vittime causate da proiettili e bombe.
Richieste principali di Greenpeace
Greenpeace rinnova l’appello ai leader mondiali affinché adottino misure concrete e immediate di fronte alla pulizia etnica e alla carestia a Gaza.
L’organizzazione sostiene le richieste chiave dell’organizzazione umanitaria Action Against Hunger per un accesso senza ostacoli agli aiuti a Gaza.
Greenpeace chiede la revoca di tutte le restrizioni burocratiche e amministrative, l’apertura di tutti i valichi di frontiera e la garanzia dell’accesso a tutti in tutta Gaza.
Richieste specifiche elencate nella fonte
Greenpeace chiede il rilascio da parte di Israele di tutti i palestinesi detenuti illegalmente.
Greenpeace chiede inoltre il rilascio di tutti gli ostaggi da parte di Hamas.
Tra le richieste figura un cessate il fuoco immediato, incondizionato e permanente per porre fine all’attacco contro i civili e l’ambiente.
Greenpeace chiede l’imposizione di sanzioni mirate e di un embargo totale sulle armi, imposto dalla comunità internazionale.
L’organizzazione chiede la distribuzione senza ostacoli degli aiuti da parte delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni umanitarie e il ripristino di una risposta umanitaria guidata dalle Nazioni Unite e basata sul diritto internazionale.
Infine Greenpeace chiede la fine dell’occupazione illegale della Palestina e la liberazione immediata dei convogli di aiuti delle Nazioni Unite ammassati al confine, come misura per evitare il peggioramento della carestia.