No, la decima tornata delle elezioni europee del 2024 non è solo un anniversario: il Prorettore per le Scienze Umane e Sociali e l’Ateneo segnalano questioni cardine

In breve

  • Le elezioni europee del 2024 sono la decima tornata dal 1979 e coinvolgono 27 Paesi, uno in meno rispetto al 2019 a causa della Brexit.
  • La decisione su un sistema di difesa comune europeo, indipendente o complementare alla NATO, è uno dei nodi centrali citati dal Prorettore Roberto Mordacci.
  • L'Unione ha approvato l'AI Act e ha il Green Deal come punto di riferimento; l'esito parlamentare determinerà il ruolo geopolitico e le politiche climatiche.

Le elezioni europee del 2024 rappresentano la decima tornata dal primo voto diretto del 1979 e coinvolgono 27 Paesi dell’Unione Europea.

Il Prorettore per le Scienze Umane e Sociali, il Professore Roberto Mordacci, è stato interpellato dall’Ateneo sul contesto e sulle questioni cardine che segneranno queste elezioni.

Elezioni europee 1979 e 2024

Le prime elezioni del Parlamento Europeo si svolsero nel 1979 e videro la partecipazione di nove Paesi: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Regno Unito.

Le elezioni del 2024 sono le decime dalla tornata del 1979 e coinvolgono 27 Paesi, uno in meno rispetto al 2019 a causa della Brexit.

Il clima internazionale del 2024 è descritto come assai delicato, con due grandi conflitti nelle vicinanze dell’Europa: la guerra in Ucraina e il conflitto Gaza-Israele.

Difesa europea: sistema comune o scelte nazionali?

L’aggressione russa all’Ucraina ha aumentato le preoccupazioni nei Paesi dell’Europa centro orientale, indicati nel testo come i PECO, che temono mire espansionistiche russe.

Questi Paesi percepiscono una possibile riduzione dell’impegno della NATO in Europa e l’Unione dovrà decidere se organizzare un sistema di difesa comune, almeno in parte indipendente dalla NATO.

In alternativa, il testo pone l’ipotesi di un’Europa “à la carte”, in cui ogni Stato sceglie alleanze e strategie indipendenti dalle decisioni comuni dell’Unione.

Green Deal, AI Act e ruolo geopolitico dell’UE

L’Unione Europea ha assunto un ruolo guida sulle nuove fonti energetiche e sulle strategie per ridurre le emissioni, attraverso iniziative paragonabili al Green Deal in termini di investimenti e politiche comuni.

Il Parlamento dovrà decidere se confermare il ruolo di guida sul clima o seguire interessi più immediati, decisione che influenzerà l’azione comune nei prossimi cinque anni.

Sul fronte tecnologico, l’Unione ha approvato l’AI Act, definito nel testo come la prima legislazione internazionale in materia di intelligenza artificiale, che stabilisce livelli di rischio e requisiti per l’utilizzo degli algoritmi nel mercato europeo.

Dal risultato di queste scelte dipenderà il ruolo geopolitico dell’Europa e la possibilità che l’Unione resti un progetto vitale oppure si avvii a un processo di disfacimento, con conseguente maggiore vulnerabilità degli Stati a influenze esterne non europee.

Partecipazione, generazione Erasmus e calendario di voto

Dopo 45 anni dalle prime elezioni, la popolazione europea non ha sviluppato una piena coscienza transnazionale ma ha intensificato scambi e conoscenza reciproca rispetto al periodo precedente al Trattato di Roma del 1958.

La cosiddetta “generazione Erasmus” è citata come una coorte numerosa che si sente principalmente europea e che viaggia e vive liberamente nei Paesi dell’Unione.

Secondo il testo, nelle statistiche dei votanti i giovani risultano tra i più partecipi al voto europeo e si ritiene che vorranno far sentire la propria voce anche nel 2024.

In Italia sarà possibile votare sabato 8 giugno e domenica 9 giugno presso il proprio seggio elettorale; il testo segnala inoltre che sono disponibili diverse indicazioni per un voto consapevole a un link citato dall’Ateneo.

Il testo termina sottolineando che la possibilità di scegliere rappresenta già una vittoria per tutti e invita a recarsi alle urne nelle date indicate.

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