In breve
- Il progetto “La Storia di Milano lungo la Linea Blu” unisce M4 S.p.A., Comune di Milano, Soprintendenza e Università degli Studi di Milano.
- Il LABANOF ha esaminato migliaia di scheletri che documentano duemila anni di storia, multietnicità e cambiamenti sanitari.
- Due appuntamenti centrali: il 18 aprile in Aula Magna per l’antropologia, il 25 settembre visita alla Ca’ Granda.
Il progetto “La Storia di Milano lungo la Linea Blu” è promosso da M4 S. p. A., Comune di Milano e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano, con la collaborazione dell’Università degli Studi di Milano. L’iniziativa si propone di restituire ai cittadini il patrimonio di conoscenze e scoperte emerse durante gli scavi e i lavori della metropolitana M4, mettendo in luce il valore pubblico dell’opera che unisce mobilità, tutela del patrimonio e riqualificazione urbana. Il progetto si articola in due momenti: un primo ciclo di incontri aperti al pubblico e, successivamente, visite guidate nei luoghi interessati dai lavori.
La presentazione del programma si è svolta il 24 marzo a palazzo Moriggia, con la partecipazione dell’assessora alla Mobilità Arianna Censi, della rettrice Marina Brambilla e della soprintendente Emanuela Carpani. La Statale di Milano sarà protagonista di due appuntamenti principali, dedicati rispettivamente agli approfondimenti antropologici e alla tutela dei beni monumentali lungo il tracciato della Linea Blu. Per prenotare la partecipazione agli incontri e alle visite è possibile consultare il sito della Soprintendenza.
18 aprile, Aula Magna: Antropologia e resti umani
L’appuntamento del 18 aprile si terrà nell’Aula Magna della sede di via Mangiagalli 37 e sarà dedicato agli approfondimenti antropologici sui resti umani rinvenuti durante gli scavi per la M4. Le analisi sono affidate al LABANOF, Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università Statale, diretto dalla professoressa Cristina Cattaneo. I reperti esaminati comprendono le migliaia di scheletri rinvenuti durante gli scavi della M4, che sono stati studiati con strumenti di medicina e antropologia e hanno restituito testimonianze cruciali sulla storia di Milano lungo circa duemila anni.
Dalle ricerche emerge che in epoca romana e tardoantica la città mostrava un livello di multietnicità notevole, con individui di origine africana, mediorientale, europea e orientale, risultato confermato anche da indagini genetiche. Gli studi indicano che il medioevo presenta segnali di un parziale riscatto sociale per donne e bambini, che raggiungono condizioni di salute e, per le donne, un’aspettativa di vita comparabile a quella maschile; nello stesso periodo si osserva un minore tasso di morti violente per tali categorie rispetto all’età contemporanea. Per il Seicento le evidenze mostrano livelli di malnutrizione e malattia particolarmente elevati e vi sono le prime tracce note di consumo di coca in Europa.
Gli scavi hanno restituito contesti specifici d’interesse: tombe romane coperte da mandibole di cavallo, che suggeriscono contatti con gruppi del Nord Europa; camere sepolcrali cinquecentesche, forse relative a individui morti in prigione; e aree di sepoltura riservate a soggetti con disabilità, in particolare con difficoltà di deambulazione o affetti da gravi malattie infettive. I reperti confluiscono nella Collezione Antropologica dell’Ateneo e sono accessibili al pubblico attraverso la loro esposizione al MUSA, il Museo Universitario delle Scienze Antropologiche, Mediche e Forensi per i Diritti Umani.
25 settembre, Stazione M4 Sforza-Policlinico: Ca’ Granda
Il secondo momento rilevante organizzato dall’Ateneo è la visita guidata del 25 settembre alle ore 15, con partenza dalla Stazione M4 Sforza-Policlinico e un percorso dedicato alla Ca’ Granda e alla tutela dei beni monumentali. Le visite si concentreranno sulla complessità e fragilità delle strutture della Ca’ Granda, oggi sede dell’Università degli Studi di Milano, e si concluderanno con la visita alla cripta della chiesa dell’Annunciata, situata all’interno del complesso monumentale.
All’interno della Ca’ Granda sono in corso ricerche nel progetto “Il Sepolcreto della Ca’ Granda, un tesoro storico e scientifico di Milano”, condotto dal Labanof dello stesso Ateneo. L’iniziativa intende illustrare il rapporto tra lavori della metropolitana e tutela dei monumenti storici, come sottolineato dalla soprintendente Emanuela Carpani, che ha ricordato i diversi ambiti di competenza seguiti dalla Soprintendenza durante la realizzazione della nuova linea metropolitana.
La rettrice Marina Brambilla ha rimarcato che la partecipazione del Labanof rappresenta un elemento strategico per valorizzare scientificamente e culturalmente gli scavi della M4, e ha evidenziato che i reperti supportano studio e formazione oltre a essere accessibili al pubblico. L’assessora Arianna Censi ha ricordato che la nuova metropolitana serve ogni giorno più di 300.000 persone e che i lavori hanno permesso di portare alla luce testimonianze preziose del passato, offrendo alla città nuove opportunità di scoperta e partecipazione.