No, la Presidente non ha nominato esplicitamente il gas: il testo del Piano Mattei per punta a trasformare l’Italia in un hub energetico del gas e scuote le associazioni

In breve

  • Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente e WWF Italia definiscono il Piano Mattei centrato sul gas e chiedono un incontro al Governo Meloni.
  • L’IEA prevede che le rinnovabili saranno la prima fonte elettrica nel 2025; nel 2023 hanno prodotto il 30% dell’elettricità mondiale.
  • Nel 2022 i sussidi alle fonti fossili sono stati di 94,8 miliardi, e sono previsti nuovi rigassificatori a Gioia Tauro, Porto Empedocle, Piombino e Ravenna.

Il comunicato congiunto di Greenpeace Italia, Kyoto Club, Legambiente e WWF Italia definisce il Piano Mattei una visione miope che privilegia il gas rispetto alle rinnovabili. Le associazioni affermano che, sebbene la Presidente non abbia nominato esplicitamente il gas, il testo del piano punta a trasformare l’Italia in un hub energetico del gas tramite una cooperazione con l’Africa e lo sviluppo di fonti inquinanti. Il comunicato cita inoltre i piani di ENI sui biocarburanti come parte della strategia del piano.

Le quattro organizzazioni chiedono formalmente al Governo Meloni un incontro per presentare il vero piano energetico di cui ha bisogno l’Italia, basato sulle energie rinnovabili, sull’efficienza, sulle reti e sugli accumuli. Sostengono che l’Italia ha le carte per diventare l’hub delle energie rinnovabili, ma che servono leadership audace, innovativa e inclusiva e un aggiornamento ambizioso del PNIEC. Nel testo si afferma che il Piano Mattei potrebbe compromettere gli impegni a limitare il riscaldamento globale a 1,5C e gli impegni presi nelle ultime COP.

Richiesta di incontro al Governo Meloni

Le associazioni richiedono un incontro con l’Esecutivo Meloni per illustrare un piano green e sostenibile che sostituisca le fonti fossili con le rinnovabili. Nel comunicato si chiede che le rinnovabili diventino l’asse portante della politica di decarbonizzazione italiana. Le organizzazioni ritengono necessaria una revisione del PNIEC per adattarlo a obiettivi più ambiziosi di sviluppo delle rinnovabili. Il documento indica la necessità di politiche pubbliche che favoriscano efficienza, reti e accumuli per sostenere la transizione.

Dati IEA 2025, sussidi 2022 e progetti di rigassificazione

Secondo le associazioni, citando l’International Energy Agency, nel 2025 le energie rinnovabili saranno la prima fonte di elettricità al mondo. Le stesse fonti rinnovabili considerate sono il solare, l’eolico e l’idroelettrico, che nel 2023 hanno prodotto il 30% dell’elettricità mondiale. Le proiezioni citate indicano che la percentuale salirà fino al 37% nel 2026.

Le associazioni criticano i sussidi alle fonti fossili e riportano il dato del report Legambiente che indica sussidi per 94,8 miliardi nel 2022, raddoppiati a causa dei decreti per l’emergenza bollette provocata dalle speculazioni sul gas. Nel comunicato si evidenzia che il Governo continua a sovvenzionare fonti fossili e a puntare sulla costruzione di nuove infrastrutture strategiche soprattutto per il gas.

Il testo segnala piani per altri rigassificatori a terra a Gioia Tauro e Porto Empedocle, oltre a rigassificatori galleggianti autorizzati per Piombino e Ravenna. Le autorizzazioni per questi impianti sono state concesse in sei mesi, mentre il comunicato ricorda che un impianto eolico impiega mediamente sei anni per realizzarsi. Le associazioni definiscono questa scelta una strada totalmente sbagliata e segnata da ritardi nelle politiche climatiche italiane.

Il comunicato cita una perdita di posizioni nella classifica Germanwatch: l’Italia occupa il 44esimo posto, avendo perso 15 posizioni rispetto al 2022. Le organizzazioni collegano la corsa ai fossili in Africa alla perpetuazione dell’emergenza climatica, alla crisi alimentare e alla crisi della sicurezza che spingono migrazioni dall’Africa verso l’Europa. Nel testo si ricorda anche una lettera aperta della società civile africana che critica il neocolonialismo insito nella cooperazione sui fossili.

Le associazioni richiamano infine l’esito della COP di Dubai, ricordando l’impegno a una “transition away from fossil fuels” e sottolineano che l’Italia dovrà spiegare come intende procedere in tal senso. Le organizzazioni ribadiscono la necessità di un piano energetico che privilegi le fonti pulite e l’efficienza, e chiedono un confronto diretto con il Governo per presentare proposte concrete.

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