In breve
- I dati 2024 mostrano superamenti dei limiti della Direttiva 2881/2024 per PM10 e PM2,5 in tutta la Toscana.
- A LU-Capannori il PM1 ha costituito oltre il 70% del PM10 in inverno, con un picco dell'84% a dicembre.
- Nel 2024 sono stati stimati 19 giorni di contributi naturali di polveri, con 9 eventi che hanno causato superamenti giornalieri.
La relazione 2024 di Arpa Toscana indica superamenti rispetto ai limiti della Direttiva 2881/2024 quando i dati della Rete Regionale di monitoraggio vengono confrontati con i limiti futuri. Il documento segnala che, per il 2030, la direttiva impone limiti «molto più restrittivi» rispetto agli attuali e che la situazione della regione risulta meno positiva se valutata con tali limiti. La direttiva dovrà essere recepita in Italia entro novembre 2026 e i limiti dovranno essere rispettati al 2030, mentre entro la fine del 2028 tutte le regioni dovranno effettuare le loro valutazioni sul rispetto dei limiti al 2030.
Nel confronto specifico, i dati 2024 di PM10 e PM2,5 mostrano superamenti dei limiti sia annuali sia giornalieri della nuova Direttiva in tutte le zone della Toscana. Per il biossido di azoto la relazione indica che 7 postazioni di traffico su 10 superano il valore limite sulla media annuale. Il testo ricorda che, in caso di necessità, la direttiva prevede percorsi per la richiesta di proroga al rispetto dei limiti.
Limiti della Direttiva 2881/2024 al 2030
La Direttiva 2881/2024 fissa limiti più restrittivi da rispettare entro il 2030, secondo la relazione. La Toscana, nel confronto con questi limiti, presenta superamenti per PM10 e PM2,5 su base annuale e giornaliera. Sette postazioni di traffico su dieci mostrano una media annuale di biossido di azoto oltre il valore limite, rileva Arpa Toscana. La direttiva richiede il recepimento in Italia entro novembre 2026 e impone che entro la fine del 2028 le regioni effettuino valutazioni sulla possibilità di rispetto dei limiti al 2030.
La relazione non elenca in dettaglio i singoli valori limite numerici della direttiva, ma segnala la necessità per le regioni di avviare percorsi previsti dalla normativa in caso di mancato rispetto. Arpa Toscana sottolinea quindi la rilevanza delle valutazioni regionali da completare entro il 2028. Le conseguenze amministrative o tecniche per le regioni vengono rimandate alle procedure previste dalla direttiva stessa.
Dati di PM e Black Carbon nei siti LU-Capannori e FI-Mosse
Al sito di LU-Capannori è stato integrato un contatore ottico nel 2024 che misura le concentrazioni orarie di PM1, PM2,5, PM4 e PM10. In inverno le medie delle quattro frazioni sono risultate simili tra loro e la percentuale di PM1 nel PM10 è stata superiore al 70%. In particolare, a dicembre la componente PM1 è stata mediamente pari all’84% del PM10.
Arpa Toscana ha analizzato tutti i giorni del 2024 con superamento della media giornaliera di 50 mg/m3, inclusi quelli attribuiti al trasporto di polveri naturali. Nei giorni di superamento la composizione del PM è risultata essenzialmente fatta da polveri sottili con concentrazioni di PM1 poco inferiori a quelle del PM10, eccetto nei giorni di avvezione in cui la composizione è risultata sostanzialmente diversa. L’andamento orario mostra un netto aumento dei livelli nelle ore serali e notturne, con la frazione di PM10 costituita oltre il 90% da PM1 quando prevalgono fonti da riscaldamento domestico.
Nel 2024 sono stati inoltre monitorati il Black Carbon a LU-Capannori e alla stazione di traffico di FI-Mosse. Le medie annuali complessive di Black Carbon sono molto simili tra i due siti, secondo la relazione. Le differenze emergono nella distribuzione oraria, negli andamenti e nella percentuale attribuibile alla combustione di biomassa: la frazione attribuibile a biomassa è in media il 34% del Black Carbon a LU-Capannori e il 19% a FI-Mosse. Nei mesi invernali il Black Carbon attribuibile a combustione di biomasse raggiunge il 65% a LU-Capannori e il 35% a FI-Mosse.
Impatto delle sabbie sahariane nel 2024
L’analisi degli episodi avvettivi del 2024 stima 19 giorni principali riferibili a contributi naturali di polveri, avvenuti in primavera e in estate. La relazione segnala un episodio primaverile significativo sia per la durata sia per il carico di contributo naturale, con il 96% del PM10 giornaliero misurato dalla stazione di Casa Stabbi attribuito alla polvere avvettiva. Dei 19 eventi, 9 hanno determinato superamenti del valore limite giornaliero nelle stazioni della rete regionale, con effetti differenziati tra le stazioni.
Arpa Toscana osserva che dall’analisi potrà essere applicata la sottrazione di 5 e 6 giorni dal numero totale dei giorni di superamento, in relazione agli episodi naturali. Il numero degli episodi avvettivi del 2024 risulta sostanzialmente allineato a quello del biennio precedente, ma più elevato rispetto al periodo 2016-2020. I contributi medi di polveri naturali nel 2024 sono più elevati rispetto agli anni precedenti, registra la relazione.