In breve
- Greenpeace ha appeso lo striscione "Burn, baby, burn" sulla rigassificatrice BW Singapore al largo di Ravenna.
- La domanda italiana di gas è calata del 19% tra 2021 e 2024, mentre l'import di GNL è sceso del 12% lo scorso anno.
- Greenpeace chiede di bloccare nuove infrastrutture fossili, abbandonare il gas entro il 2035 e puntare su sole e vento.
Greenpeace Italia, a bordo della nave Arctic Sunrise, ha compiuto un’azione al largo di Ravenna per chiedere al governo di fermare gli investimenti sul gas fossile.
Gli attivisti hanno raggiunto il nuovo terminale FSRU di Ravenna con gommoni e kayak, e hanno puntato il messaggio sulle relazioni energetiche tra Italia e Stati Uniti.
Azione diretta contro la rigassificatrice BW Singapore
Attivisti e attiviste a bordo della Arctic Sunrise hanno appeso uno striscione sulla nave rigassificatrice BW Singapore con la scritta “Burn, baby, burn” che riprende il mantra di Donald Trump “Drill, baby, drill”. La scritta era accompagnata dall’immagine del pianeta in fiamme e dai volti della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Contemporaneamente, un gruppo in kayak ha mostrato un meme con un cartello che indica due scelte: continuare verso l’inferno climatico alimentato dal gas o scegliere la transizione energetica senza fonti fossili. Greenpeace qualifica l’iniziativa come parte della campagna europea “Stop fossil gas” nel Mediterraneo.
Dati italiani sul gas: domanda -19% e import GNL -12%
Greenpeace ricorda che la domanda italiana di gas è scesa del 19% tra il 2021 e il 2024. L’organizzazione segnala inoltre che l’import nazionale di GNL è diminuito del 12% lo scorso anno. Nonostante questi cali, il governo viene accusato di continuare a investire in una rete sovradimensionata di infrastrutture fossili, fra cui il nuovo rigassificatore di Ravenna, la cui spesa è stata descritta come “ben più del miliardo di euro” previsto inizialmente.
Il rigassificatore è stato inaugurato poche settimane fa e ha ricevuto il primo carico commerciale di GNL il 11 giugno, proveniente dagli Stati Uniti. Greenpeace segnala che il secondo carico statunitense era previsto per il giorno successivo alla protesta. L’organizzazione avverte del rischio di una dipendenza energetica dall’alleanza con gli Stati Uniti che, secondo il campaigner Federico Spadini, potrebbe intrappolare l’Italia in una “pericolosa dipendenza dal gas”.
Richieste di Greenpeace a Governo e Unione Europea
Greenpeace chiede al governo italiano e ai governi dell’Unione Europea di bloccare gli investimenti in nuove infrastrutture fossili e di abbandonare il gas entro il 2035. L’organizzazione sollecita investimenti nelle fonti rinnovabili come sole e vento, sottolineando che l’Italia è ben fornita di queste risorse. Federico Spadini ha dichiarato: “Dopo essere stata dipendente per anni dal gas russo di Putin, ora l’alleanza con gli Stati Uniti mette il nostro futuro energetico nelle mani di Trump, intrappolando il nostro Paese in una pericolosa dipendenza dal gas che alimenta la crisi climatica, trasforma il pianeta in un forno e fa lievitare le bollette energetiche”.
La nave Arctic Sunrise prosegue il tour europeo “Stop fossil gas” attraverso il Mediterraneo con l’obiettivo di accendere un dibattito pubblico sul sistema energetico europeo e promuovere una giusta transizione. Lo scorso fine settimana la Arctic Sunrise è stata ancorata a Venezia, dove circa 650 persone hanno visitato la nave e partecipato alle attività di Greenpeace. Ieri, sempre a Venezia, Greenpeace ha inoltre protestato contro l’annunciato matrimonio di Jeff Bezos nella città lagunare, collegandolo a un modello economico ritenuto socialmente iniquo ed ecologicamente insostenibile.
Greenpeace ha messo a disposizione un media briefing sul GNL in Italia per documentare le sue richieste e i dati citati.