In breve
- La giornata ERSAF del 20 giugno 2026 a Rovasenda ha presentato l’azienda Una Garlanda nell’ambito del progetto LIFE CLIMAXPO, task 8.2.
- Una Garlanda opera su circa 130 ettari con rotazioni biennali e dal 2001 pratica agroforestazione con circa 15.000 piante su oltre 60 km di filari.
- Il metodo Stocchi, sviluppato nel 2007, prevede semina di erbai, semina diretta del riso sull’erbaio, rullatura o trinciatura della biomassa e gestione idrica controllata.
La giornata in campo promossa da ERSAF il 20 giugno 2026 a Rovasenda, in provincia di Vercelli, ha avuto come oggetto l’agricoltura conservativa con il caso studio dell’azienda agricola Una Garlanda.
L’iniziativa è stata svolta nell’ambito del progetto LIFE CLIMAXPO, task 8.2, dedicato alle tecniche di gestione rigenerativa dei suoli agricoli e degli agro-ecosistemi. Per ERSAF hanno partecipato Elisa Tagliaferri e Uta Biino.
Dettagli dell’azienda Una Garlanda, 130 ettari
I titolari Manuele Mussa e Mara Stocchi hanno presentato il modello aziendale durante la mattinata; il socio Giovanni Bargnesi ha guidato la visita agli appezzamenti. L’azienda ha una superficie di circa 130 ettari e una specializzazione risicola affiancata da rotazioni biennali con colture quali fagiolo dall’occhio, miglio, avena, segale e soia. Dal 2001 l’azienda applica principi di agroforestazione con circa 15.000 piante autoctone distribuite lungo oltre 60 km di filari.
La visita ha incluso l’osservazione delle strutture aziendali dedicate all’essiccazione del riso, della pileria artigianale e delle sale di confezionamento del prodotto finale, mostrando un sistema integrato di produzione, lavorazione e commercializzazione gestito internamente. L’approccio aziendale contribuisce al miglioramento dei servizi ecosistemici, tra cui la fertilità del suolo, la regolazione climatica e la biodiversità, e favorisce il sequestro di carbonio, la riduzione dell’erosione e il miglioramento della resilienza agli eventi climatici.
L’azienda è parte dell’associazione di produttori agricoli Polyculturae e ha partecipato ad attività di ricerca condotte da ISPRA, dall’Università degli Studi di Milano, dall’Università di Torino e da altri istituti del Piemonte orientale, che hanno documentato l’elevata biodiversità coltivata e naturale.
Metodo Stocchi, passaggi del 2007
Il metodo “Stocchi“, sviluppato in azienda nel 2007, si basa sulla pacciamatura verde e prevede passaggi precisi. Il primo passaggio è la semina di erbai stagionali. Il secondo passaggio è la semina diretta del riso sull’erbaio, sodo.
Il terzo passaggio consiste nella rullatura o trinciatura della biomassa vegetale. Il quarto passaggio è la gestione idrica controllata della risaia. Questa sequenza favorisce contemporaneamente la germinazione del riso e la riduzione delle infestanti, oltre al miglioramento della struttura del suolo.
I vantaggi agronomici documentati includono il contenimento dell’erosione, la riduzione del dilavamento dei nutrienti, l’incremento della sostanza organica e il miglioramento della fertilità del suolo. Dal punto di vista economico, l’azienda segnala l’azzeramento della spesa per prodotti fitosanitari, la diminuzione del consumo di carburante e la riduzione del fabbisogno idrico.
ERSAF ha inquadrato la giornata nel progetto LIFE CLIMAXPO, illustrando obiettivi e azioni previste e sottolineando la diffusione delle pratiche di gestione sostenibile del suolo tra operatori agricoli e stakeholder del territorio.