La più discussa stima sulle conseguenze dell’accordo UE-Mercosur non è sul clima ma sui profitti: Profundo calcola fino a 1,7 miliardi per JBS entro il 2040

In breve

  • Profundo e Greenpeace stimano per JBS fino a 1,7 miliardi di euro lordi e 1,2 miliardi netti entro il 2040.
  • L'accordo UE-Mercosur è stato finalizzato a dicembre 2024 e la votazione dei governi UE è prevista per settembre 2025.
  • La Commissione ha classificato Brasile e Argentina come rischio standard e l'UE ha posticipato di un anno l'entrata in vigore dell'EUDR.

Secondo stime dell’istituto olandese Profundo diffuse da Greenpeace Paesi Bassi, l’azienda brasiliana JBS potrebbe ottenere fino a 1,7 miliardi di euro di profitti lordi aggiuntivi e 1,2 miliardi di euro netti entro il 2040 se l’accordo commerciale UE-Mercosur venisse adottato. Le stime indicano che questo valore corrisponderebbe all’8% della capitalizzazione di mercato di JBS registrata nell’aprile 2025. Greenpeace Paesi Bassi sottolinea che questi guadagni deriverebbero dalla riduzione dei dazi e dall’aumento dei volumi di esportazione verso l’Unione Europea.

I sostenitori dell’accordo proporrebbero l’apertura del mercato europeo a importazioni massive di carne bovina, pollame, zucchero e miele, prodotte talvolta con standard ambientali e sanitari inferiori rispetto a quelli europei. Greenpeace avverte che ciò aumenterebbe la concorrenza sleale nei confronti dei piccoli e medi agricoltori europei, già sotto pressione per costi in crescita e potere di mercato della grande distribuzione. Martina Borghi, della campagna Foreste di Greenpeace Italia, ha dichiarato che i governi non dovrebbero favorire l’espansione di modelli di business predatori, ma investire nell’agroecologia e nella transizione agricola sostenibile.

JBS, profitti stimati fino a 1,7 miliardi entro 2040

Il report di Profundo quantifica in modo puntuale i guadagni attesi per JBS: 1,7 miliardi di euro lordi e 1,2 miliardi di euro netti entro il 2040. Il documento confronta questi incrementi con la capitalizzazione di mercato di JBS ad aprile 2025, indicando che si tratterebbe dell’8% della sua valutazione. Greenpeace Paesi Bassi sottolinea che queste entrate aggiuntive sarebbero ottenute grazie alla combinazione di tariffe ridotte e maggiori volumi esportati nell’UE.

Greenpeace avverte che i benefici finanziari si concentrerebbero su pochi colossi agroindustriali, mentre i costi sociali e ambientali ricadrebbero su comunità locali e foreste. L’organizzazione collega la filiera di JBS a pratiche che includono distruzione della natura, violazioni dei diritti umani e elevate emissioni climatiche. Queste osservazioni alimentano la richiesta di respingere l’accordo o di imporre condizioni estremamente rigide.

Ratifica prevista a settembre 2025 e tappe istituzionali

L’intesa UE-Mercosur è stata finalizzata nel dicembre 2024 dopo oltre vent’anni di negoziati, ma resta suscettibile di ratifica. Il voto dei governi dell’Unione Europea è previsto per il settembre 2025, seguito dal voto del Parlamento europeo. La ratifica deve essere inoltre approvata dai parlamenti dei Paesi sudamericani coinvolti: Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay.

Greenpeace segnala che il governo di Meloni non ha assunto una posizione netta di opposizione, limitandosi a chiedere modifiche. L’organizzazione afferma che le rivendicazioni del mondo agricolo sono state strumentalizzate per attaccare il Green Deal europeo e che ora rischiano di essere sacrificate agli interessi delle multinazionali. Greenpeace invita i governi a respingere l’accordo e a non cedere alle pressioni lobbistiche.

EUDR, decisione della Commissione del 22 maggio 2025

Parallelamente all’accordo, l’Unione Europea ha deciso di posticipare di un anno l’entrata in vigore del Regolamento contro la deforestazione, noto come EUDR. Il 22 maggio scorso la Commissione europea ha classificato Paesi come Brasile e Argentina come “rischio standard” invece che “alto rischio”, riducendo la frequenza dei controlli obbligatori sui prodotti importati. Greenpeace definisce questa scelta un indebolimento grave dello strumento proprio mentre l’accordo UE-Mercosur potrebbe aumentare la pressione sulle foreste.

Un audit ufficiale citato da Greenpeace ha rilevato che il Brasile non è in grado di garantire l’assenza di ormoni vietati dall’UE nelle sue esportazioni di carne, e i regolamenti sanitari del Mercosur sono indicati come meno rigorosi su pesticidi, antibiotici e ormoni negli allevamenti. Un’inchiesta di Politico ha inoltre rivelato che dieci Stati membri, tra cui Italia, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Finlandia, Lettonia, Portogallo, Romania e Slovenia, sostengono un’iniziativa guidata da Lussemburgo e Austria per rendere più blando l’EUDR. Il gruppo propone di escludere Paesi a rischio insignificante, consentire il taglio compensato nello stesso Paese, ridurre obblighi di rendicontazione e posticipare ulteriormente l’entrata in vigore.

Greenpeace Italia invita i governi europei a respingere l’accordo UE-Mercosur, a non indebolire ulteriormente l’EUDR e ad assicurarne un’applicazione piena e rigorosa nei tempi previsti.

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