Il più inquietante risvolto dell’esame di migliaia di fascicoli inediti riguarda i crimini di guerra contro prigionieri e militari alleati commessi da reparti e militari

In breve

  • La ricerca della Fondazione Bruno Kessler si basa su migliaia di fascicoli degli Archivi Nazionali Britannici di Kew.
  • Corti marziali britanniche e americane celebrarono decine di processi con condanne a morte, mentre la giustizia italiana spesso derubricò i reati.
  • Pressioni politiche e la Guerra Fredda portarono a sconti di pena, condoni e scarcerazioni anticipate, causando un'amnesia selettiva nel dopoguerra.

La tesi presentata dalla Fondazione Bruno Kessler, Polo delle Scienze Umane e sociali, si concentra sui crimini di guerra commessi da militari e reparti della Repubblica Sociale Italiana contro prigionieri e militari alleati nel periodo indicato tra il 1943 e il 1955, con particolare attenzione agli anni 1943-1948.

La ricerca si basa sull’esame di migliaia di fascicoli inediti conservati negli Archivi Nazionali Britannici di Kew. L’obiettivo dichiarato è colmare un vuoto storiografico e mettere in discussione il mito del “bravo italiano” contrapposto al “cattivo tedesco”. Tra gli episodi analizzati figura il caso del pilota britannico Arthur Banks, citato come emblematico.

Archivi Nazionali Britannici di Kew, migliaia di fascicoli

I fascicoli esaminati provengono dagli Archivi Nazionali Britannici di Kew e sono descritti come “migliaia” di documenti inediti. La tesi prende come fonte primaria questi fascicoli per ricostruire indagini, imputazioni e azioni compiute sul territorio italiano tra il 1943 e il 1955. Nei documenti si trovano dettagli sulle modalità di caccia, tortura e uccisione di ex prigionieri alleati che si erano rifugiati tra la popolazione o con i partigiani.

La ricerca segnala che crimini contro militari alleati erano avvenuti anche nei campi di concentramento fascisti prima dell’8 settembre 1943. Dopo l’8 settembre 1943, reparti e militari della RSI compirono azioni organizzate contro ex prigionieri alleati, con episodi documentati di cattura, tortura e uccisione.

Arthur Banks è riportato nei fascicoli come un caso emblematico di pilota britannico sottoposto a persecuzione da parte di forze italiane. I documenti britannici raccolti a Kew furono utilizzati dalle corti marziali alleate nelle indagini e nei processi successivi alla guerra.

Procida, carcere e contenzioso diplomatico

Le corti marziali britanniche e americane celebrarono decine di processi contro italiani accusati di crimini di guerra e giunsero a emettere condanne a morte in alcuni casi. In contrasto, l’apparato giudiziario italiano tendeva a derubricare i capi d’accusa a semplici atti di collaborazionismo, assicurando di fatto una diffusa impunità.

Questa divergenza giudiziaria generò un acceso contenzioso diplomatico riguardo al trasferimento e alla custodia dei criminali di guerra italiani detenuti nel carcere di Procida. I fascicoli mostrano le controversie tra le autorità alleate e quelle italiane sul controllo e sulla consegna degli imputati.

Nei documenti emerge che le pressioni politiche e i calcoli legati alla Guerra Fredda portarono il governo italiano a concedere progressivamente sconti di pena, condoni e scarcerazioni anticipate. Questo processo è descritto come causa di una “amnesia selettiva” che ha caratterizzato il dopoguerra italiano nella gestione dei responsabili.

La tesi è presentata nell’ambito del ciclo di seminari “Storie in costruzione. Nuovi orizzonti della storia contemporanea“. L’evento è indicato come svolgersi in lingua italiana, con presentazione in presenza nell’Aula Piccola FBK fino ad esaurimento posti e in modalità online. La registrazione era obbligatoria entro il giorno 7 ottobre 2026 alle ore 12.00 e la pagina dei dettagli indica che la registrazione è chiusa il 07/10/2026.

La relatrice segnalata per l’evento è Mara Piconi dell’Università di Verona. Il sito avvisa esplicitamente che la registrazione a questo evento è richiesta e che la partecipazione in presenza è soggetta alla disponibilità di posti dell’Aula Piccola FBK.

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