Il più sorprendente effetto visivo nell’immagine del 29 settembre 2026 non è la luce arancione sul lato ma la deformazione che lascia dubbi sulle galassie viste dal James Webb

Campo stellare con galassie dorate e archi arancioni distorti

In breve

  • L'immagine è stata rilasciata il 29 settembre 2026 e attribuita a ESA/Webb, NASA & CSA, con autori L. Furtak e S. Fujimoto.
  • Le galassie dorate osservate fanno parte dell'ammasso MACS J0454.1-0300, identificato come oggetto in primo piano.
  • Le galassie arancioni sul lato sono oggetti di sfondo la cui luce è piegata e amplificata dalla lente gravitazionale dell'ammasso.

L’immagine del 29 settembre 2026 mostra galassie che appaiono deformate e moltiplicate nel telescopio James Webb, con crediti attribuiti a ESA/Webb, NASA & CSA e ai fotografi L. Furtak e S. Fujimoto.

Le galassie dorate al centro dell’inquadratura appartengono all’ammasso MACS J0454.1-0300, mentre le galassie arancioni raggruppate su un lato sono oggetti molto più lontani il cui aspetto è alterato dalla lente gravitazionale dell’ammasso in primo piano.

Cluster MACS J0454.1-0300 e galassie dorate

L’ammasso di galassie MACS J0454.1-0300 è la struttura massiva in primo piano che appare come un insieme di galassie dal tono brillante e dorato nell’immagine.

Le galassie dorate visibili sono quindi membri effettivi dell’ammasso e non immagini multiple di oggetti più lontani.

L’immagine segnala la presenza di molte strutture e variazioni di colore tra i componenti dell’ammasso, evidenziando la sua complessità morfologica.

Immagine del 29 settembre 2026 e crediti

La foto è stata resa pubblica il 29 settembre 2026 con i crediti indicati a ESA/Webb, NASA & CSA, e ai singoli autori L. Furtak e S. Fujimoto, come riportato nella fonte originale.

Il comunicato specifica che le galassie arancioni sulla destra non fanno parte dell’ammasso ma sono immagini di oggetti di sfondo la cui luce è piegata e amplificata dalla massa dell’ammasso, fenomeno noto come lente gravitazionale.

L’uso dell’espressione “warp and multiply as if in a house of mirrors” nel materiale originale descrive l’effetto visivo prodotto dalla lente gravitazionale senza aggiungere dati quantitativi aggiuntivi.

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