In breve
- Il team di Pisa formato da Fabio Piscitelli, Federico Lombardi, Francesco Polperio e Andrei Mickel Victorino ha vinto la CINI Smart City University Challenge 2026.
- SoLi è una piattaforma con cinque ambiti d’intervento, accesso tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica e conferma delle attività con QR code.
- La soluzione prevede il SoLi Assistant vocale, algoritmi di abbinamento, chat moderata da un modello linguistico e Crediti SOLI convertibili in buoni per famiglie in difficoltà.
La squadra composta da Fabio Piscitelli, Federico Lombardi, Francesco Polperio e Andrei Mickel Victorino dell’Università di Pisa ha vinto la CINI Smart City University Challenge 2026 con il progetto SoLi, un ecosistema digitale per il mutuo aiuto di quartiere.
Il team è seguito dal professor Stefano Chessa e proviene dal Dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa. La competizione richiedeva non soltanto un’idea, ma un progetto completo e un prototipo funzionante presentato davanti a una giuria di docenti ed esperti.
Finale a Brescia durante I-Cities 2026
La finale della Challenge si è svolta a Brescia nell’ambito della conferenza I-Cities 2026, dedicata alle smart cities. L’iniziativa è promossa dal CINI, Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica. Squadre universitarie provenienti da tutta Italia hanno partecipato presentando soluzioni in ambiti come salute, inclusione digitale, sostenibilità sociale e mobilità.
Descrizione precisa del progetto SoLi e delle sue funzioni
SoLi, abbreviazione di Solidarities Link, è pensato per mettere in contatto in tempo reale persone che hanno bisogno di piccoli aiuti con cittadini disponibili nelle vicinanze. La piattaforma si rivolge a esigenze quotidiane come portare la spesa, prenotare una visita online, accompagnare qualcuno o occuparsi di un animale, problemi che colpiscono in particolare le persone anziane e chi soffre di isolamento digitale.
Gli ambiti previsti dalla piattaforma sono cinque: accompagnamento e mobilità, piccoli aiuti fisici, compagnia contro la solitudine, cura degli animali e inclusione digitale. L’accesso avviene tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica e l’effettivo svolgimento dell’aiuto viene confermato tramite un QR code.
SoLi include il SoLi Assistant, un assistente vocale basato sull’intelligenza artificiale pensato per rendere il servizio accessibile alle persone anziane; basta dire ad esempio ho bisogno che qualcuno mi aiuti con la spesa domani mattina perché il sistema interpreti la richiesta e predisponga le informazioni necessarie, lasciando all’utente solo la conferma. Un algoritmo seleziona i volontari più vicini, disponibili e con le competenze adatte, cercando al contempo di distribuire equamente gli interventi.
Privacy, sicurezza e riconoscimenti del volontariato
La piattaforma limita lo scambio di informazioni personali: la chat interna non mostra numeri di telefono e utilizza un modello linguistico per individuare tentativi di truffa, richieste di denaro o altri comportamenti sospetti, con la valutazione finale affidata a una persona. Le conversazioni vengono cancellate al termine del servizio e i dati messi a disposizione delle amministrazioni sono esclusivamente anonimi e aggregati.
Per evitare che il volontariato diventi lavoro retribuito, ogni ora donata genera Crediti SOLI convertibili in buoni presso partner locali; questi buoni non possono essere utilizzati dal volontario ma sono destinati esclusivamente a persone e famiglie in difficoltà. La progettazione presta particolare attenzione alla protezione delle persone fragili e alla sicurezza dei dati.
Dal prototipo all’architettura tecnica e all’esperienza degli studenti
Il prototipo funziona ed è progettato per un’infrastruttura scalabile con applicazioni per iOS e Android, una piattaforma web e un’architettura a microservizi. Il team ha messo insieme competenze nella progettazione del prodotto e dell’architettura, nello sviluppo backend e dell’algoritmo di abbinamento, nell’intelligenza artificiale e nella moderazione, e nell’interfaccia e nell’esperienza utente.
Durante la finale le squadre hanno partecipato a un hackathon in cui i progetti sono stati integrati tramite API, costringendo soluzioni nate separatamente a dialogare tra loro e dimostrando l’esigenza di interoperabilità tra servizi differenti nelle smart cities. La vittoria alla Challenge è stata per gli studenti un’opportunità per applicare competenze universitarie a un problema reale, lavorare in gruppo e confrontarsi con altri atenei ed esperti.