In breve
- Una lettera su Science segnala il rischio di una nuova pandemia di influenza aviaria dopo il salto di specie nei mammiferi.
- Gli allevamenti intensivi sono indicati come seconda causa in Italia della formazione di PM2,5, correlate a circa 50.000 morti premature annue.
- La proposta di legge promossa da cinque associazioni prevede un fondo per la transizione agroecologica e un tavolo per un Piano Nazionale.
Un anno dopo la presentazione della proposta di legge Oltre gli allevamenti intensivi promossa da cinque associazioni, il tema resta urgente per motivi di salute pubblica e impatto ambientale. Recenti sviluppi scientifici e dati sulla mortalità e sulla struttura delle aziende agricole sostengono la necessità di un cambiamento del modello produttivo.
La proposta include la creazione di un fondo per la transizione agroecologica e la costituzione di un tavolo per la stesura di un Piano Nazionale, misure che richiedono l’avvio dell’iter legislativo per essere implementate.
Science: rischio di nuova pandemia influenzale
Un gruppo di scienziati ha inviato una lettera alla rivista Science esprimendo forte preoccupazione per il rischio di una nuova pandemia di influenza aviaria. Nella lettera gli autori segnalano che il virus ha compiuto il salto di specie nei mammiferi. Gli scienziati riportano che il virus ha già causato infezioni soprattutto tra i lavoratori degli allevamenti di bovini negli Stati Uniti. La lettera pone la ricaduta del fenomeno nel contesto della relazione tra allevamenti intensivi e rischi emergenti per la salute umana.
Allevamenti intensivi, 50.000 morti premature per PM2,5
Secondo il testo di riferimento citato, gli allevamenti intensivi sono la seconda causa in Italia della formazione di polveri fini PM2,5. Le PM2,5 sono attribuite ogni anno a circa 50.000 morti premature solo in Italia. Questo dato è esposto come un elemento centrale nella valutazione dei danni alla salute pubblica associati al modello zootecnico intensivo.
Proposta di legge, 23 parlamentari e fondo per la transizione
La proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi” è stata promossa da cinque associazioni: Greenpeace Italia, ISDE, Lipu, Terra! e WWF Italia. Al testo aderiscono 23 parlamentari appartenenti a cinque forze politiche diverse. Decine di associazioni e comitati sostengono la proposta e decine di Comuni si sono attivati attraverso una mozione consiliare. Il testo resta fermo nella Commissione Agricoltura della Camera, che non ha avviato l’iter legislativo nel corso dell’anno dal deposito.
Dal punto di vista economico e strutturale, tra il 2010 e il 2020 il numero di aziende agricole in Italia è sceso da 1.620.884 a 1.133.023, una diminuzione di 487.000 unità. Il calo ha interessato principalmente le aziende di piccola dimensione, che vengono spinte fuori mercato dal modello intensivo. La proposta di legge sostiene invece il modello agroecologico, che pone le piccole aziende al centro delle politiche e degli investimenti pubblici.
La proposta prevede la creazione di un apposito fondo per la transizione agroecologica del settore. Il fondo dovrebbe essere regolato attraverso un tavolo di confronto che porti alla scrittura condivisa di un Piano Nazionale. Le associazioni promotrici chiedono alla Commissione Agricoltura di avviare l’iter legislativo e sollecitano le forze politiche in Parlamento e le istituzioni locali a prendere una posizione chiara e a iniziare subito la transizione, seppure in modo condiviso e graduale.