Questo documento programmatico presentato alla decima edizione di ECToH a Milano indica metropoli come laboratori di salute pubblica e provoca un appello alle istituzioni

posacenere in piazza milanese con panchina e skyline sfocato

In breve

  • La Milan Declaration, presentata all'ECToH organizzato da Lilt, propone dieci raccomandazioni per città nicotine-free.
  • L'Italia è scivolata dal 18° posto nel 2021 al 32° nel 2025 nella Tobacco Control Scale su 37 paesi.
  • Sono citate misure efficaci: aumento del prezzo, divieti di fumo, divieto di pubblicità e rimborsabilità di trattamenti come la citisina.

La Milan Declaration è un documento programmatico in dieci punti presentato alla decima edizione della European Conference on Tobacco or Health (ECToH), organizzata da Lilt a Milano.

La dichiarazione definisce le metropoli come laboratori di salute pubblica e lancia un appello alle istituzioni per misure contro non solo il tabacco, ma anche la nicotina.

Dieci raccomandazioni della Milan Declaration, lanciate a ECToH Milano 2026

La Milan Declaration è descritta come un appello alle istituzioni e contiene dieci raccomandazioni rivolte alle città per promuovere ambienti nicotine-free.

Il documento mira a conseguire città “nicotine-free” e una “Tobacco-Free Generation” entro il 2040, obiettivo che richiama il Piano europeo di lotta contro il cancro.

Silvano Gallus, dirigente del Laboratorio di Ricerca sugli Stili di Vita dell’Istituto Mario Negri e presidente del comitato scientifico di ECToH Milano 2026, avverte del rischio che la nicotina venga percepita come normale dai giovani, anche a causa dei nuovi dispositivi ritenuti innovativi o meno dannosi.

Uno studio coordinato dall’Istituto Mario Negri ha dimostrato che le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato non favoriscono concretamente lo smettere di fumare.

Posizione dell’Italia nella Tobacco Control Scale 2025

Nella Tobacco Control Scale, classificazione europea che valuta le politiche per il controllo del tabacco dal 2006, l’Italia ha perso 14 posizioni negli ultimi quattro anni.

L’Italia è scivolata dal 18 posto del 2021 al 32 posto del 2025 su 37 paesi.

Le politiche ritenute più efficaci, elencate anche nella Tobacco Control Scale, sono: aumento del prezzo, divieto di fumo nei luoghi pubblici, divieto di pubblicità per tutti i prodotti del tabacco, avvertenze per la salute e rimborsabilità dei trattamenti per smettere di fumare.

Tra i trattamenti rimborsabili viene citata la citisina, principio attivo naturale oggi rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale.

Altre misure indicate sono: limiti di età per l’acquisto, campagne sui mass media, contrasto all’interferenza dell’industria del tabacco e lotta al commercio illegale.

Un’iniziativa di società scientifiche italiane ha raccolto 50 000 firme per una legge di iniziativa popolare che aumenti di 5 euro il prezzo di tutti i prodotti da fumo, con il gettito dell’accisa vincolato a finalità di pubblico interesse e al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale.

Le stime citate indicano che, fino al 2018, le ospedalizzazioni legate al tabacco hanno gravato per 1,64 miliardi di euro l’anno sulle casse dello Stato.

Per quanto riguarda Milano, la città è stata la prima in Italia ad introdurre il divieto di fumo all’esterno in modo parziale nel 2021 e ad estenderlo a tutte le situazioni di aggregazione nel 2025.

Dati preliminari del team di Gallus mostrano una riduzione del numero di fumatori nell’area urbana di Milano rispetto ad altre province lombarde, con una diminuzione più lieve dal 2021 e più marcata dal 2025, suggerendo un possibile ruolo positivo delle restrizioni ambientali.

Gallus sottolinea per i limiti delle misure: il divieto all’aperto riguarda le sigarette tradizionali e non include le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato; inoltre l’applicazione pratica della norma appare limitata e il numero di sanzioni comminate finora è contenuto.

Nel testo dell’articolo sono indicati anche gli autori: Tiziana Moriconi, giornalista scientifica dell’Ufficio Comunicazione dell’Istituto Mario Negri, e Silvano Gallus, del Laboratorio di Ricerca sugli Stili di Vita, Dipartimento di Epidemiologia Medica.

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