Raffreddore: perché arriva con i primi freddi e come si previene

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In breve

  • Il raffreddore è causato da oltre 200 virus, con i rinovirus tra i più frequenti.
  • I sintomi tipici durano in genere 5-10 giorni; la febbre, quando presente, è solitamente 37-39 °C.
  • Non esiste cura specifica: riposo, liquidi, paracetamolo o ibuprofene e lavaggi nasali sono le misure consigliate.

Il raffreddore è una lieve infezione virale delle prime vie respiratorie che interessa principalmente naso e gola.

La maggior parte dei virus che lo causano è stagionale e circola più frequentemente in autunno e inverno; l’infezione si risolve di solito entro 5-10 giorni.

Virus: rinovirus e oltre 200 tipi

I virus responsabili del raffreddore sono oltre 200 e i più comuni elencati dalla fonte includono rinovirus, virus influenzali e parainfluenzali, adenovirus, virus respiratorio sinciziale e coronavirus.

Qualsiasi virus penetra nell’organismo tramite bocca, occhi o naso; la trasmissione avviene principalmente per goccioline emesse con respiro, starnuti o tosse e per contatto diretto con superfici contaminate.

La fonte segnala che la stagionalità autunno/inverno e gli ambienti chiusi, come le aule scolastiche, aumentano la circolazione dei virus.

La scarsa umidità dell’aria favorisce la propagazione delle goccioline, che restano sospese più a lungo e si disperdono più lontano.

Sintomi: durata 5-10 giorni e febbre 37-39 °C

I sintomi tipici si manifestano dopo pochi giorni dal contagio e comprendono mal di gola, starnuti, produzione abbondante di muco, naso chiuso o che cola, catarro, tosse, voce rauca e sensazione di stanchezza.

Possono comparire anche febbre, mal di testa e dolori muscolari, più tipici dell’influenza; la fonte indica una febbre di solito fra 37-39 °C quando presente.

Il quadro sintomatologico è più significativo nei primi due o tre giorni. Negli adulti e nei bambini più grandi la malattia dura in genere da una settimana a 10 giorni; la tosse può persistere per due o tre settimane.

Nei bambini sotto i cinque anni i disturbi possono durare fino a 14 giorni. La perdita dell’olfatto e del gusto, irritazione agli occhi, sensazione di pressione nelle orecchie possono comparire ma sono meno comuni.

Complicazioni e quando consultare il medico

Il raffreddore normalmente si risolve senza problemi, tuttavia l’infezione può diffondersi e causare complicazioni come sinusite, otite media o infezione toracica.

La fonte riporta che la sinusite si sviluppa al massimo in 1 caso ogni 50; i sintomi includono dolore intorno al naso, agli occhi e sulla fronte, con naso chiuso e gocciolante e spesso febbre sopra 38 °C.

L’otite media è frequente nei bambini sotto i cinque anni; i sintomi sono grave mal d’orecchio, febbre sopra 38 °C, sintomi simil-influenzali e riduzione dell’udito.

Le infezioni toraciche, come bronchite o polmonite, si manifestano con tosse persistente, catarro e mancanza di respiro; se la tosse è grave, la febbre persiste, compare dolore toracico, tosse con sangue o disturbi durano oltre tre settimane, la fonte indica che potrebbe trattarsi di infezione batterica da curare con antibiotici.

È consigliato consultare il medico se i sintomi peggiorano improvvisamente, persistono per più di tre settimane, insorgono difficoltà respiratorie o compaiono complicazioni come dolore toracico o tosse con sangue; per bambini piccoli, anziani o persone con malattie croniche è opportuno rivolgersi al medico più facilmente.

Trattamento e rimedi consigliati

Non esiste una cura specifica per il raffreddore; la fonte raccomanda riposo, bere molti liquidi e alimentazione sana per reintegrare le perdite e ripristinare le energie.

Per alleviare i disturbi si possono usare antidolorifici e antipiretici come paracetamolo e ibuprofene, e decongestionanti per il naso chiuso; la lettura del foglietto illustrativo e il rispetto delle dosi sono indicati poiché alcuni farmaci non sono adatti a neonati, donne in gravidanza o persone con patologie croniche.

I lavaggi nasali con soluzione salina sono molto utili nei neonati e nei bambini piccoli; gargarismi con acqua salata e caramelle al mentolo possono alleviare mal di gola e congestione.

La fonte sconsiglia antistaminici, sciroppi per la tosse, antibiotici per il raffreddore virale, trattamenti complementari come echinacea e altre erbe, e integratori di vitamina C, zinco o altri sali minerali quando non esistono prove sufficienti della loro efficacia e per il rischio di effetti collaterali.

Prevenzione: igiene e comportamenti pratici

Per prevenire il contagio la fonte indica: lavarsi le mani regolarmente, evitare il contatto diretto con persone raffreddate e non condividere stoviglie o asciugamani con chi è malato.

Altre misure suggerite sono starnutire e tossire coprendosi naso e bocca o nel gomito, utilizzare fazzoletti usa e getta e buttarli via immediatamente, mantenere pulite le superfici e usare le proprie stoviglie e utensili.

Il rischio di contagio è più alto nei primi 2-3 giorni di malattia e in genere diminuisce dopo 5-7 giorni.

Fattori di rischio: età, fumo e sistema immunitario

I bambini sotto i sei anni, specialmente quelli che frequentano la scuola per l’infanzia, sono a maggior rischio di contrarre il raffreddore.

Avere un sistema immunitario indebolito o malattie croniche aumenta il rischio di infezione; anche il fumo favorisce l’esposizione ai virus e l’ammassamento di persone in comunità affollate incrementa la probabilità di contagio.

La fonte citata comprende riferimenti bibliografici di supporto, tra cui Heymann D.L., Manuale per il controllo delle malattie trasmissibili, 18a edizione, Dea Roma, 2004, e articoli scientifici come Lewis-Rogers et al. 2017 e Van Cauwenberge et al. 2000.

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