Relazione dell’Osservatorio sul termovalorizzatore di Acerra: risultati e proposte

In breve

  • La legge regionale Campania n. 19/2023 ha istituito l’Osservatorio ambientale del termovalorizzatore di Acerra.
  • La relazione segnala controlli rassicuranti e l’uso delle migliori tecnologie di abbattimento, pur proponendo potenziamenti.
  • Proposte principali: aumentare la raccolta differenziata, potenziare Arpac, speciare le PM e rafforzare gli screening sanitari.

La prima relazione annuale dell’Osservatorio ambientale regionale sul termovalorizzatore di Acerra è stata redatta e trasmessa al Consiglio regionale e al Comune di Acerra, dove è disponibile per la consultazione pubblica.

L’Osservatorio è stato istituito dalla legge regionale della Campania n. 19/2023 con il compito di acquisire, valutare e divulgare conoscenze sul funzionamento dell’impianto di incenerimento e sul monitoraggio ambientale e sanitario del territorio, rendendo i dati accessibili ai cittadini.

Legge regionale n. 19/2023 istituisce l’Osservatorio

L’organismo collegiale è stato previsto dalla legge regionale della Campania numero 19/2023 e opera in modo indipendente per raccogliere e organizzare dati sul termovalorizzatore di Acerra.

La normativa assegna all’Osservatorio il compito di valutare informazioni sulle prestazioni dell’impianto e sul quadro ambientale e sanitario, con l’obiettivo di una divulgazione trasparente e accessibile.

La relazione costituisce il primo documento annuale che sintetizza i dati raccolti, le analisi eseguite e le proposte formulate dalle diverse componenti dell’organismo.

Relazione inviata al Consiglio regionale e al Comune di Acerra

La relazione è stata trasmessa ufficialmente al Consiglio regionale e al Comune di Acerra, e pu essere consultata sul sito istituzionale del Comune.

Il documento raccoglie i contributi dei dirigenti delle Direzioni della Regione Campania, dell’Asl Napoli 2 Nord, dei sindaci di Acerra e di San Felice a Cancello e dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste.

La relazione sintetizza i dati disponibili su: quantitativi di rifiuti trattati e prodotti, emissioni in atmosfera, produzione di reflui, controlli e ispezioni effettuate ai sensi della normativa IPPC e dell’Autorizzazione integrata ambientale, nonché le conoscenze sulle matrici ambientali e sul quadro epidemiologico del territorio.

Il lavoro è stato svolto senza oneri, con la partecipazione dei componenti a titolo gratuito, e organizza le informazioni in tabelle riepilogative comparate per serie storiche e attuali.

Dalla disamina emerge un quadro di controlli e monitoraggio definito sostanzialmente rassicurante, in conformità al vigente quadro normativo e autorizzatorio, e si segnala l’utilizzo delle migliori tecnologie di abbattimento disponibili, indicate come BAT nel documento.

Tuttavia la relazione propone misure migliorative e integrative finalizzate ad aumentare la consapevolezza e la trasparenza sulle emissioni dell’impianto.

Tra le proposte prioritare il documento indica l’incremento della qualità e della quantità della raccolta differenziata, ritenuta la principale soluzione per ridurre l’impatto e le emissioni dell’impianto, dal momento che la riduzione della frazione indifferenziata destinata all’incenerimento produce una riduzione proporzionale dei carichi inquinanti generati dalla combustione.

La relazione segnala che, pur essendo oggi gli scarichi e le emissioni mantenuti al di sotto dei limiti previsti dall’Autorizzazione integrata ambientale, la riduzione della frazione indifferenziata resta fondamentale per abbattere ulteriormente i carichi inquinanti.

Il documento propone inoltre il potenziamento delle strutture e delle strumentazioni dell’Arpac destinate al monitoraggio e al controllo, con la disponibilità di maggiori risorse per rafforzare l’attività di vigilanza.

Si raccomanda un approfondimento del monitoraggio delle emissioni in atmosfera tramite la speciazione delle polveri sottili e l’aggiornamento dello studio sulla dispersione degli inquinanti emessi in atmosfera, oltre a un rafforzamento della capacità ispettiva sia ordinaria sia straordinaria.

Per la componente sanitaria, basandosi sulle risultanze epidemiologiche, la relazione evidenzia l’opportunità di potenziare gli screening sanitari sul territorio interessato, con raccolta e divulgazione sempre più sistematica dei dati ambientali e sanitari.

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