Rinascita del Cupolino geodetico dell’Osservatorio Astronomico di Brera

In breve

  • Il cantiere del Cupolino geodetico è iniziato ufficialmente il 16 dicembre 2025 e le opere sono partite a gennaio 2026.
  • Le indagini includono diffrazione, XRF, termografia, analisi micologiche ed entomologiche e studi storici con documenti del 1879.
  • Il progetto è finanziato da Fondazione Cariplo e partner, e integra attività didattiche per studenti universitari come cantiere-scuola.

Si avvia alla conclusione il restauro del Cupolino geodetico dell’Osservatorio Astronomico di Brera, piccolo manufatto ottocentesco collocato all’ingresso dell’Orto Botanico di Brera dell’Università Statale di Milano.

Il cantiere si è aperto ufficialmente il 16 dicembre 2025 e le attività operative sono iniziate nel gennaio 2026 con il montaggio dei ponteggi e l’avvio delle lavorazioni sulle componenti: strutture murarie e lignee, coperture metalliche, parte rotante, elementi mobili e finiture.

Cronologia: apertura 16 dicembre 2025 e lavori da gennaio 2026

Il cantiere di restauro è stato aperto il 16 dicembre 2025, data dell’avvio ufficiale dei lavori. Le attività operative sono iniziate nel gennaio 2026 con il montaggio dei ponteggi e l’avvio delle lavorazioni strutturali e di finitura. L’obiettivo è completare l’intervento e restituire il manufatto alla comunità scientifica e ai visitatori del Museo Astronomico e del Museo Orto Botanico di Brera.

Responsabili e partner: INAF, Università Statale e Fondazioni

Il progetto è capofila dell’INAF, Istituto Nazionale di Astrofisica – Osservatorio Astronomico di Brera e si svolge in collaborazione con l’Orto Botanico di Brera della Università Statale di Milano. Il finanziamento è stato fornito dal Bando “S. O. S. Patrimonio” di Fondazione Cariplo, con contributi di Fondazione Pomara Scibetta e dello stesso INAF.

Il gruppo di lavoro comprende professionisti interni ed esterni specializzati in conservazione, diagnostica e restauro dei beni culturali. Tra i nominativi coinvolti sono citati Martin Kater, delegato della Rettrice per gli orti botanici e i musei, e i restauratori Ester Cimolato e David Mazzero dell’impresa N. G. E. srl di Farro di Soligo, in provincia di Treviso.

Indagini diagnostiche: tecniche, risultati e documenti storici del 1879

La campagna diagnostica è stata condotta dai quattro dipartimenti dell’Università Statale di Milano coinvolti nel progetto. Marco Merlini del dipartimento di Scienze della Terra “Ardito Desio” ha presentato la caratterizzazione materica per diffrazione eseguita con Chiara Mangano su campioni della copertura metallica e su frammenti interni alterati.

Il Laboratorio DIART del dipartimento di Fisica “Aldo Pontremoli”, con Nicola Ludwig e Letizia Bonizzoni, ha fornito risultati di termografie e analisi XRF per individuare aree critiche e caratterizzare materiali e vernici. Le indagini micologiche ed entomologiche per la ricerca di funghi e insetti striscianti sono state illustrate da Marco Saracchi, con il contributo di Costanza Jucker e Sara Savoldelli del dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente.

Ivan Grigioni del dipartimento di Chimica ha eseguito analisi per indicazioni di igienizzazione e abbattimento batteri, citate da Antonella Testa dell’Orto Botanico di Brera. Lo studio storico condotto da Ginevra Trinchieri nei fondi dell’Osservatorio Astronomico di Brera e del Genio Civile presso l’Archivio di Stato ha individuato una nota spese del 1879 che descrive il progetto originario, le fasi di costruzione e i materiali impiegati.

Prove di trattamento sul rame di sostituzione della copertura sono in corso sotto la supervisione di Sara Goidanich del Politecnico di Milano. Le prove pratiche e la gestione della sicurezza sono state illustrate da Mario Ziggiotto, direttore dei lavori, e da Massimo Bigozzi, coordinatore della sicurezza, che ha guidato la lettura del Piano della Sicurezza di cantiere.

Didattica e visite: 3 giugno 2026 come giornata di formazione

Il 3 giugno 2026 l’intero team ha accolto una delegazione di studenti e studentesse del terzo anno della Laurea triennale in Beni culturali: scienze, tecnologia e diagnostica e della Laurea magistrale in Scienze per la Conservazione e la Diagnostica dei Beni Culturali dell’Università Statale di Milano.

Alla giornata hanno partecipato una rappresentanza del Laboratorio tecnologico-progettuale del Corso di Laurea in Ingegneria dei Materiali e delle Nanotecnologie del Politecnico di Milano e studenti del secondo anno del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico della Scuola di Restauro di Botticino. L’iniziativa è stata concepita come cantiere-scuola per tesi di laurea e giornate formative, offrendo conoscenza diretta delle pratiche diagnostiche e del restauro.

Il direttore dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Brera, Roberto Della Ceca, ha illustrato le linee di ricerca e i progetti tecnologici dell’Ente. Daniela d’Amore, Responsabile Unico di Progetto, e Micaela Bordin, supporto al RUP, hanno esposto le complessità procedurali di un restauro in ambito pubblico, tra Soprintendenza, progetto esecutivo, Piano di Sicurezza, scelta dell’impresa e principio del minimo intervento, nel quadro del budget previsto.

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