In breve
- L'accordo prevede azzeramento dei dazi UE e tetto del 15% per i dazi Usa.
- L'UE si impegna a importare 750 miliardi di dollari di energia dagli USA entro il 2028.
- Greenpeace avverte aumento della dipendenza energetica, citando dati 2025, 2026 e proiezioni 2028-2029.
Il Parlamento europeo ha approvato un accordo commerciale che prevede l’azzeramento dei dazi doganali sui prodotti statunitensi da parte dell’Unione europea e un tetto massimo del 15% sui dazi applicati dagli Stati Uniti alle merci europee. L’accordo vincola inoltre l’UE a importare entro la fine del 2028 energia dagli Stati Uniti per un valore complessivo di 750 miliardi di dollari, principalmente petrolio e gas. Greenpeace definisce il voto una capitolazione di fronte alle tattiche intimidatorie dell’amministrazione Trump e avverte effetti negativi per i cittadini europei e per il clima.
Accordo UE-Stati Uniti: tetto dazi 15% e 750 miliardi
Il testo approvato stabilisce che l’Unione europea azzeri i dazi doganali sui prodotti statunitensi, mentre gli Stati Uniti applicheranno un limite massimo del 15% ai dazi sulle merci europee. L’accordo è legato a un impegno formale dell’UE a importare energia dagli Stati Uniti per 750 miliardi di dollari entro la fine del 2028, con la specificazione che le importazioni riguarderanno principalmente petrolio e gas. Greenpeace interpreta il voto come la resa delle istituzioni europee alle pressioni tariffarie e alle minacce provenienti dall’amministrazione Trump. Eva Corral di Greenpeace UE dichiara, «Questo voto equivale a una capitolazione di fronte alle tattiche intimidatorie di Trump, dimostrando che l’intimidazione funziona».
Impatto sulle importazioni di gas nel 2025 e 2028
I dati citati indicano che nel 2025 gli Stati Uniti fornivano il 27% delle importazioni di gas dell’Unione europea. Le proiezioni dell’Institute of Energy Economics and Financial Analysis stimano che nel 2026 gli Stati Uniti dovrebbero fornire i due terzi del gas liquefatto dell’UE. Secondo le stesse proiezioni, la quota statunitense sul GNL destinata all’UE potrebbe salire all’80% entro il 2028 o il 2029. Greenpeace avverte che un aumento delle importazioni di petrolio, gas e energia nucleare dagli Stati Uniti comprometterebbe la sicurezza e l’indipendenza energetica dell’Europa e accelererebbe la crisi climatica.
Simona Abbate, campaigner Clima ed Energia di Greenpeace Italia, sottolinea che la scelta favorisce le grandi aziende del petrolio e del gas e cita l’esempio dell’italiana Eni, che un anno fa ha firmato un accordo ventennale di acquisto di GNL dagli Stati Uniti. Greenpeace richiama inoltre le raccomandazioni dei consulenti scientifici dell’Unione europea, che indicano nella rapida diffusione delle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica la strada principale per ridurre le emissioni climalteranti. L’organizzazione conclude che sostituire un fornitore inaffidabile con un altro fornitore inaffidabile non risolve le crisi energetiche europee.