La XXIII edizione più attesa del Rapporto sulla situazione e le prospettive del sistema agro-alimentare in Lombardia rinvia a dati della Direzione Generale Agricoltura e SMEA

In breve

  • La produzione agroindustriale lombarda vale circa 18 miliardi di euro e quella agricola quasi 11 miliardi.
  • La Lombardia conta 43.000 aziende agricole e 6.000 imprese alimentari, con forte specializzazione animale.
  • Nel 2024 le produzioni animali sono cresciute, mentre aziende agricole e addetti sono diminuiti rispettivamente del 20% e del 17%.

La XXIII edizione del Rapporto sulla situazione e le prospettive del sistema agro-alimentare in Lombardia è stata realizzata per la Direzione Generale Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste della Regione Lombardia. L’elaborazione è a cura dell’Alta Scuola di Management ed Economia Agro-alimentare (SMEA) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Cremona, con il coordinamento del prof. Paolo Sckokai. Il Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali (ESP) dell’Università degli Studi di Milano ha partecipato con il coordinamento del prof. Roberto Pretolani. Il Rapporto utilizza i dati del 2024, integrati da stime per il 2025, e si basa sui dati semestrali di Unioncamere Lombardia e sul 7 Censimento Agricolo ISTAT.

Dati 2024 e stime 2025 del Rapporto XXIII

Il valore della produzione agroindustriale in Lombardia sfiora i 18 miliardi di euro mentre la produzione agricola raggiunge quasi 11 miliardi di euro. Il contributo al PIL del settore supera i 5 miliardi di euro. I consumi finali della popolazione lombarda, circa 10 milioni di abitanti, ammontano a quasi 53 miliardi di euro, un livello superiore del 10% rispetto alla media pro capite nazionale. Negli ultimi 15 anni il saldo commerciale dei beni agroalimentari è rimasto negativo e la crescita del deficit è stata del +12%, inferiore all’inflazione registrata del +32%.

L’incremento percentuale dell’export è risultato superiore a quello dell’import. La composizione della Produzione ai Prezzi di Base mostra che il 58% del valore deriva dalle produzioni animali, a differenza del profilo nazionale dove prevalgono le produzioni vegetali. Il comparto delle carni rappresenta il 30% della produzione; tra i singoli prodotti spicca il latte bovino, indicato come voce trainante del sistema regionale.

Struttura produttiva: 43.000 aziende e 6.000 imprese alimentari

La Lombardia conta circa 43.000 aziende agricole, in prevalenza imprese professionali con una superficie media aziendale doppia rispetto alla media italiana. Accanto a queste operano circa 6.000 imprese alimentari, pari al 10% del totale nazionale e responsabili del 20% del valore aggiunto del settore. Il sistema produttivo lombardo genera quasi il doppio del valore rispetto alla propria estensione territoriale: la regione rappresenta il 7,6% della superficie agricola nazionale e produce il 14,6% del valore nazionale.

Il modello produttivo è descritto come intensivo, specializzato e irriguo: l’alta produttività delle colture erbacee è supportata dall’ampia disponibilità di acqua grazie alla rete irrigua regionale. Vi è una forte presenza degli allevamenti, in particolare nel settore del latte e delle carni suine. Il rapporto osserva il dinamismo del sistema dei mezzi tecnici: la Lombardia è il primo mercato nazionale per i consumi intermedi usati negli allevamenti, quali mangimi, prodotti per la veterinaria e servizi di assistenza tecnica.

Superfici, colture e imprese: tendenze e dinamiche recenti

Nell’ultimo quinquennio la superficie agricola utilizzata è rimasta complessivamente stabile, ma emergono tendenze differenziate per coltura. I cereali risultano complessivamente stabili, con aumento dei vernini e calo continuo del mais. Il riso è segnalato con un andamento problematico; le oleaginose e gli ortaggi sono in crescita; gli erbai sono in aumento e il mais ceroso mostra stabilità. I prati avvicendati e le foraggere permanenti sono in diminuzione; le superfici occupate da vite e fruttiferi sono in calo. L’andamento dei terreni a riposo è influenzato dalle norme della PAC.

Per gli allevamenti il Rapporto registra, nel 2024, un incremento significativo delle produzioni animali, accompagnato per da una riduzione del numero di allevamenti e da una concentrazione dei capi in aziende più grandi, con l’eccezione degli ovi-caprini. Le dimensioni delle aziende del latte e le rese produttive aumentano, collocando la Lombardia in posizioni di eccellenza. Sul fronte delle imprese, le aziende agricole sono diminuite del 20% e gli addetti del 17%, mentre le imprese dei settori alimentari e bevande erano cresciute del 5% tra 2009 e 2017 per poi ridursi del 5% tra 2017 e 2023. Gli addetti dell’industria alimentare sono aumentati del +7% nell’ultimo decennio.

Le serie storiche citate nel Rapporto mostrano che le produzioni vegetali sono più soggette a oscillazioni legate a clima e mercati, mentre le produzioni animali presentano andamenti più stabili e lineari. A livello nazionale le produzioni vegetali sono diminuite, mentre in Lombardia sono rimaste complessivamente stabili. Le fonti indicate nel Rapporto comprendono i dati di Unioncamere Lombardia e il 7 Censimento Agricolo ISTAT, e il documento è pubblicato da Ersaf.

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