In breve
- L'installazione "E ora chi paga?" è firmata dall'artista Alessandro Calizza per Greenpeace.
- Daniele, Selua e Augusto raccontano le perdite subite durante l'alluvione in Emilia-Romagna a settembre 2024.
- La COP29 si svolge a Baku dall'11 al 22 novembre 2024; Greenpeace chiede risultati concreti e denuncia i finanziamenti ai fossili.
L’installazione “E ora chi paga?” di Alessandro Calizza è stata ideata per raccontare il prezzo della crisi climatica.
L’opera è curata per Greenpeace e intende dare voce alle comunità colpite da eventi meteorologici estremi, mostrando perdite materiali e dolore umano.
Installazione “E ora chi paga?” di Alessandro Calizza
L’installazione porta in scena testimonianze dirette: Daniele, Selua e Augusto raccontano l’impatto dell’alluvione che ha colpito l’Emilia-Romagna a settembre 2024.
Le tre storie sono descritte come diverse, ma accomunate dalla perdita di ci che si aveva di più caro e dalla sfida di dover ripartire daccapo.
Il testo sottolinea che l’Emilia-Romagna è stata colpita da quattro eventi climatici estremi negli ultimi 18 mesi.
L’installazione pone esplicitamente la domanda su chi sosterrà i costi materiali e umani causati da alluvioni, ondate di calore e siccità.
COP29 a Baku dall’11 al 22 novembre 2024
La fonte indica che la Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima si terrà dall’11 al 22 novembre a Baku, in Azerbaijan.
Greenpeace si impegna a ottenere risultati concreti e ambiziosi nelle negoziazioni internazionali durante la COP29.
La stessa organizzazione intende denunciare le responsabilità di chi continua a investire in petrolio, gas e carbone, ritenuti causa dell’aggravamento della crisi climatica.
La fonte cita anche la recente alluvione di Valencia in Spagna come esempio della crescente frequenza e gravità degli eventi climatici estremi che colpiscono territori fragili.
