No, l’aggiornamento dei PAT non è solo un elenco: l’ultimo bollettino del Masaf e la ricognizione di Arsial spiegano perché la Regione Lazio sale nel censimento

In breve

  • Il Masaf ha aggiunto 28 nuovi Prodotti Agroalimentari Tradizionali al Lazio, che ora conta 520 PAT.
  • I 520 PAT regionali sono suddivisi: 113 vegetali, 216 paste/dolci/forno, 68 carni e 50 formaggi, tra le altre categorie.
  • Arsial ha condotto la ricognizione, che comprende distribuzione territoriale, valenza economica e processi tradizionali per ciascun prodotto.

28 nuovi Prodotti Agroalimentari Tradizionali sono stati riconosciuti con l’ultimo aggiornamento pubblicato dal Masaf, e la Regione Lazio sale a 520 PAT confermandosi seconda regione d’Italia per numero di specialità censite.

Arsial, su mandato della Regione Lazio, ha effettuato la ricognizione e l’aggiornamento dei PAT regionali, approfondendo per ciascun prodotto la distribuzione territoriale, la valenza economica, il legame con l’ambiente di produzione e le specificità del processo tradizionale.

Elenco completo dei 28 nuovi PAT

Le nuove iscrizioni nella categoria Carni fresche e preparazioni sono: Coppa Marmosedio, Poérelli e Salsiccia di fegato alla fiamignanese, tutte indicate con la provincia di riferimento RI nella lista ufficiale.

La categoria Formaggi comprende Caciotta Cepranese, segnalata come FR, e Pecorino di Roiate / Roiatese, indicato RM.

Per Paste fresche e prodotti da forno sono stati inseriti Cantamessa Cepranese (FR); Ciammellitti con l’alchermes / Ciammellitti di Santa Margherita (RM); Ciammellocco di Sant’Antonio (RM); Maccaruni cu gli féri (FR); Pagliette (FR); Pane di Canterano (RM); Pizza “doce” di Colle San Magno (FR); Pizza ‘nfrasca (RI); Tozzi neri / Gli tozze di Colle San Magno (FR).

Nei Prodotti della gastronomia l’elenco riporta Cici co’ li gnocchitti (RI); Crostini di regagli (RI); La Frionza di Colle San Magno (FR); Marritti (RI); Pallocche a carne fujita (RI); Peperone ripieno di Piedimonte San Germano (FR); Polpette di alici di Sperlonga (LT); Ravioli dolci con l’alchermes di Castelchiodato (RM); Sfrittu e caciu (RI).

La voce Prodotti di origine animale include Ricotta calda con siero, segnalata con la provincia RI nella fonte.

Tra i Prodotti vegetali figurano Castagna rossa di Capolaterra (RI); Cipiccia / Cepeccia / Scalogna, indicata LT-FR; Tartufo di Canterano (RM); e Topinambur, attribuito genericamente al Lazio nella comunicazione ufficiale.

Composizione dei 520 PAT regionali

Con i 28 nuovi ingressi il totale dei PAT della Regione Lazio raggiunge 520 prodotti, suddivisi come segue: 113 prodotti vegetali; 216 tra paste fresche, dolci e prodotti da forno; 68 carni fresche e salumi; 50 formaggi; 10 preparazioni di pesce; 33 prodotti della gastronomia; 9 oli monovarietali e burro; 8 prodotti di origine animale; 9 distillati e bevande analcoliche; 4 condimenti.

Il patrimonio agroalimentare regionale include inoltre 16 DOP e 14 IGP nel comparto food, 4 DOP dell’olio e 1 IGP per l’olio; il settore vitivinicolo è descritto con 3 DOCG, 27 DOC, 6 IGT e 37 vitigni autoctoni censiti.

Il riconoscimento dei PAT è motivato dalla conservazione di metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura praticate da almeno 25 anni; la normativa nazionale prevede anche deroghe igienico-sanitarie dedicate per procedure produttive specifiche, finalizzate a preservare ambienti storici, attrezzature tradizionali e microflora tipica.

La Regione Lazio, attraverso Arsial, sottolinea il valore dei PAT come elemento di storia, cultura e lavoro: Il riconoscimento di 28 nuovi Prodotti Agroalimentari Tradizionali – dichiara l’assessore all’Agricoltura, alla Sovranità Alimentare e al Bilancio della Regione Lazio, Giancarlo Righini – è la conferma di una strategia che punta con decisione sulla valorizzazione delle identità produttive locali. I PAT non sono soltanto prodotti, ma espressione di storia, cultura e lavoro: tutelarli significa rafforzare le nostre filiere, sostenere le imprese agricole e artigianali e rendere più competitivo il sistema agroalimentare regionale, nel segno della qualità e della sovranità alimentare.

Massimiliano Raffa, Presidente di Arsial, commenta: Ogni nuovo Prodotto Agroalimentare Tradizionale riconosciuto è un pezzo di identità che viene tutelato e valorizzato. Raffa aggiunge che dietro i 28 nuovi ingressi ci sono comunità, piccoli produttori, famiglie e territori che hanno custodito saperi antichi, e che il risultato deriva da un lavoro tecnico rigoroso volto a sostenere le filiere locali e le aree interne.

Per informazioni la fonte indica l’Area Qualità e Pianificazioni Territoriale con Caudio Di Giovannantonio, e-mail c. digiovannantonio@arsial. it, e Miria Catta, e-mail m. catta@arsial. it. Per giornalisti e operatori dei media sono indicati l’Area Promozione e Comunicazione: dott. Giuseppe Mammetti, g. mammetti@arsial. it, e dott. ssa Micaela Farina, m. farina@arsial. it.

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