La più nota candidatura non è stata una singola pietanza, ma l’iscrizione della Cucina Italiana nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale decisa a New Delhi alle 10.44

In breve

  • Alle 10.44 a New Delhi l'UNESCO ha iscritto la Cucina Italiana nella Lista del Patrimonio Immateriale.
  • La candidatura valorizza pratiche, conoscenze, stagionalità e filiere locali come sistema culturale unitario.
  • ARSIAL ha supportato la Regione Lazio con eventi nel 2023 e nel 2024 e progetti con comunità locali.

Alle 10.44 di stamattina, ora italiana, il Comitato intergovernativo UNESCO riunito a New Delhi ha deciso l’iscrizione della Cucina Italiana nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

La decisione è arrivata durante la sessione del Comitato e riguarda non solo singole ricette ma l’intero sistema culturale che sostiene la tradizione gastronomica nazionale, comprensivo di pratiche, conoscenze, tecniche, ritualità e relazioni sociali legate all’alimentazione, al territorio e ai processi produttivi.

Decisione UNESCO a New Delhi alle 10:44

Il riconoscimento è stato formalizzato nel corso della sessione del Comitato intergovernativo tenuta a New Delhi alle 10.44, ora italiana. La iscrizione concerne il patrimonio immateriale costituito dall’insieme di pratiche e saperi che legano il cibo alle comunità e ai territori italiani. Il dossier presentato ha sottolineato la centralità della trasformazione delle materie prime locali e il rispetto delle stagionalità come pilastri del modello gastronomico nazionale. La candidatura ha inoltre evidenziato la trasmissione intergenerazionale dei saperi e l’impiego di prodotti identificativi delle singole aree regionali.

Ruolo di ARSIAL nelle cene del 2023 e 2024

ARSIAL ha svolto un ruolo di supporto istituzionale per la candidatura, affiancando la Regione Lazio con attività promozionali e divulgative sul territorio. Nel 2023 ARSIAL ha coordinato l’organizzazione di una cena di gala a Castel Sant’Angelo pensata per illustrare agli interlocutori internazionali la varietà delle filiere agroalimentari italiane e i legami tra territorio, storia gastronomica e pratiche contemporanee. Nel 2024 ARSIAL ha curato l’organizzazione di una cena istituzionale alle Terme di Diocleziano, definendone i contenuti e gli elementi narrativi per rappresentare la cucina italiana come patrimonio culturale immateriale. ARSIAL ha realizzato progetti e interventi in collaborazione con enti locali e comunità montane per rafforzare la conoscenza delle identità agroalimentari regionali e inserirle nella candidatura nazionale.

Il riconoscimento UNESCO attribuisce alla cucina italiana un valore culturale che supera la sola dimensione agroalimentare, includendo pratiche sociali e relazioni consolidate tra comunità e territori. Nel Lazio la candidatura è sostenuta dalla biodiversità agricola, dalle produzioni tipiche, dalla rete delle imprese agroalimentari e dalla funzione sociale della cucina nei nuclei familiari, nei mercati e nei luoghi di aggregazione. La presenza di filiere produttive storiche, la tendenza all’innovazione e le consuetudini alimentari radicate segnalano il Lazio come uno dei territori più interessanti per la rappresentazione nazionale. La iscrizione nella Lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità fornisce un quadro di riferimento per osservare, documentare e trasmettere con maggiore consapevolezza le tradizioni gastronomiche italiane.

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