In breve
- Il seminario AKIS a Milano ha riunito allevatori, ricercatori, giornalisti ed ERSAF per discutere comunicazione e zootecnia.
- Il progetto europeo AWare ha classificato i consumatori di latte in quattro segmenti con percentuali precise: 29%, 26,7%, 29,1% e 15,2%.
- Sono stati indicati strumenti pratici come i Living Lab e la necessità di dialogo strutturato tra tecnica, pratica produttiva e percezione sociale.
Il convegno “Allevamento in dialogo” si è svolto presso la Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari dell’Università degli Studi di Milano come seminario del corso AKIS, con moderazione di Alessandro Fantini e Monica Battini.
ERSAF ha partecipato per promuovere il confronto tra allevatori, mondo della ricerca, giornalismo ed esperti di comunicazione, con l’obiettivo di superare approcci autoreferenziali e favorire un dialogo aperto sulle dimensioni economiche, ambientali ed etico-sociali della zootecnia.
Elenco dei partecipanti e ruoli specifici
La moderazione è stata di Alessandro Fantini (Ruminantia) e Monica Battini (Università degli Studi di Milano). ERSAF è intervenuta con Silvia Motta, che ha richiamato il ruolo dell’AKIS quale sistema di relazioni che connette conoscenza, innovazione e attori del territorio.
Hanno testimoniato diversi allevatori: Alessandra Betti (Azienda Agricola Betti), Antonio Boselli (Boselli Enrico e Antonio Società Agricola), Valeria Comensoli Ruggeri (Cascina Malgherosse), Niccolò Reverdini (Azienda Agricola La Forestina) e Sergio Visini (Piggly), che hanno illustrato percorsi per condividere e coinvolgere i consumatori.
La giornalista Manuela Soressi (Il Sole 24 Ore) ha chiuso il dibattito sottolineando la differenza tra informazione professionale, fondata su verifica delle fonti e codici deontologici, e la comunicazione non mediata degli influencer sulle piattaforme digitali.
Dati e risultati del progetto AWare sul consumo di latte
Le ricercatrici Annafrancesca Corradini e Maria Marescotti hanno presentato esiti del progetto europeo “AWare – Exploring Farms Virtually”, finalizzato ad analizzare la percezione del benessere animale da parte dei consumatori e il ruolo delle tecnologie innovative nella diffusione di informazioni corrette.
I dati presentati mostrano una segmentazione del consumo di latte in quattro gruppi: “fedeli” 29%, “moderati etici” 26,7%, “indifferenti” 29,1% e “critici” 15,2%. Le ricercatrici hanno sottolineato che tali percentuali suggeriscono la necessità di orientare strategie comunicative mirate, privilegiando i gruppi più disponibili al dialogo rispetto a quelli con opinioni difficili da influenzare.
Nel dibattito è emersa la difficoltà di comunicare contenuti tecnici complessi attraverso formati brevi, e la discussione ha affrontato la gestione dei feedback critici degli utenti e la domanda su quando sia corretto comunicare informazioni tecniche in contesti di breve formato.
Il convegno ha confermato l’importanza di strumenti come i Living Lab per la co-progettazione e la sperimentazione in contesti reali, e ha ribadito che il benessere animale è un elemento cardine della sostenibilità, con correlazione positiva con le performance produttive documentata dalla letteratura scientifica.
Il dibattito ha inoltre posto l’accento sulla necessità di ricostruire rapporti di fiducia con l’opinione pubblica e di sviluppare modalità comunicative coerenti con il posizionamento e le caratteristiche delle diverse realtà produttive, in coerenza con le politiche europee e le attività AKIS promosse da ERSAF.