Per anni si è discusso di evitare il superare 1,5°C; la review concettuale indica invece cosa richiederebbe tornare al limite con scelte politiche e tecnologiche

Istituto di ricerca costiero al sorgere del sole con strumenti scientifici

In breve

  • Le valutazioni IPCC prevedono che i 1,5°C saranno raggiunti prima della metà del 2030 e nel 2024 si è già osservato il superamento di questo livello.
  • La review 2025 raccomanda riduzioni accelerate delle emissioni e tre strategie combinate: CDR, riduzione delle emissioni residue di CO2 e taglio dei forzanti a vita breve come il metano.
  • Il CMCC ha lanciato una piattaforma digitale per aggiornare policy, ricerca e pubblico sulle implicazioni dell’overshoot e sulle lacune di conoscenza.

La review concettuale “Overshoot: a conceptual review of exceeding and returning to global warming of 1.5C?” esamina cosa significhi superare e poi tornare al limite di 1,5C di riscaldamento globale, e quali scelte politiche, tecnologiche e di adattamento richiederebbe. Lo studio è pubblicato in Annu. Rev. Environ. Resour. 2025, volume 50, pagine 1.1-1.33, con DOI https://doi. org/10.1146/annurev-environ-111523-102029, e riunisce autori tra cui Andy Reisinger, Jan S. Fuglestvedt e Anna Pirani.

La review è stata realizzata da un team internazionale e multidisciplinare che include istituzioni come CICERO, il Met Office, l’Università di Bristol, l’Università delle Fiji, l’Alfred Wegener Institute

IPCC e osservazioni: 1,5C prima della metà del 2030

Le recenti valutazioni dell’IPCC indicano che le temperature globali raggiungeranno i 1,5C prima della metà del 2030. Le osservazioni citate nello studio mostrano che già nel 2024 il riscaldamento globale ha superato questo livello per la prima volta. La review parte da questo quadro osservativo per interrogarsi sulle traiettorie future: evitare il superamento, gestire un overshoot temporaneo, oppure vedere il riscaldamento stabilizzarsi permanentemente oltre 1,5C.

Il documento ricorda che i rischi legati al clima aumentano con ogni frazione di grado di riscaldamento globale, e applica il proprio quadro ai rischi aggregati secondo le “ragioni di preoccupazione” dell’IPCC. Queste includono la perdita irreversibile di ecosistemi e patrimonio culturale, l’aumento degli eventi meteorologici estremi, lo spostamento delle vulnerabilità regionali con peggioramento delle disuguaglianze, impatti globali complessi e il rischio di innescare tipping points come il collasso della calotta glaciale o il deperimento della foresta amazzonica.

Paper 2025: strategie per tornare a 1,5C

Lo studio descrive tre strategie esemplificative e complementari per invertire il riscaldamento dopo un overshoot: aumentare la rimozione del biossido di carbonio, ridurre le emissioni residue di CO2 e ridurre i forzanti climatici a vita breve come il metano. Gli autori sottolineano che, per ottenere una riduzione della temperatura globale, queste azioni devono andare oltre quanto previsto dalla maggior parte degli obiettivi climatici nazionali odierni.

La fattibilità del ritorno a 1,5C dipende dall’entità del picco di riscaldamento: un picco più basso riduce le barriere ambientali, tecnologiche ed economiche al recupero. Per questo motivo, la review conclude che una riduzione accelerata delle emissioni nel breve termine è fondamentale per limitare il picco e mantenere viva l’opzione di un ritorno a 1,5C, almeno in linea di principio.

Gli autori osservano inoltre che, pur consentendo in genere rischi minori rispetto a uno stabilizzarsi permanente sopra 1,5C, il ritorno alla soglia non elimina danni che saranno già risultanti dall’overshoot, compresi danni potenzialmente irreversibili. Di conseguenza, un adattamento efficace ed equo rimane essenziale per limitare i danni lungo il percorso.

Piattaforma CMCC: Overshoot come risorsa digitale

La Fondazione CMCC ha lanciato la piattaforma digitale “Overshoot: what does it mean to exceed and return to 1.5 C?” per fornire contenuti scientifici, visualizzazioni e storytelling sul tema dell’overshoot. La piattaforma è descritta come un ambiente vivo che si aggiornerà nel tempo per incorporare nuove ricerche, sviluppi di policy e strumenti di coinvolgimento degli utenti.

La review segnala che il materiale grafico del paper è stato co-progettato da Angela Morelli e Tom Gabriel Johansen di Info Design Lab. Tra gli autori figura Anna Pirani del CMCC, che ha esperienza nell’IPCC, fra cui il ruolo di Head dell’unità di supporto tecnico del Working Group I dell’AR6 e di alternate IPCC Focal Point for Italy.

Il documento evidenzia le principali barriere, le sfide e le lacune di conoscenza che richiedono attenzione urgente: servono evidenze più solide sulle conseguenze dell’overshoot per ecosistemi e società, valutazioni della fattibilità su larga scala delle tecnologie di rimozione del carbonio e analisi delle implicazioni di equità e giustizia climatica nelle scelte su mitigazione e adattamento.

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