Dopo la pubblicazione sul New England Journal of Medicine la definizione di “fegato grasso” cambia: la MASLD viene trattata come condizione metabolica e non solo epatica

Modello anatomico del fegato su tavolo con documenti medici

In breve

  • La MASLD interessa fino al 38% della popolazione adulta e circa un adulto su cinque in Italia.
  • La diagnosi richiede fattori di rischio metabolici, imaging come l'ecografia e l'esclusione di altre cause.
  • Resmetirom e Semaglutide sono approvati in Stati Uniti e Europa per la steatoepatite con risultati promettenti.

La MASLD, Malattia del Fegato Steatosico Associata a Disfunzione Metabolica, è nota come “fegato grasso” e oggi costituisce una condizione complessa con impatto clinico e sanitario rilevante.

Una revisione pubblicata sul New England Journal of Medicine e firmata da tre esperti internazionali, con primo autore Luca Valenti, ha analizzato a 360 gradi la storia naturale della malattia e le nuove terapie metaboliche mirate al fegato e alle comorbidità cardiovascolari, renali e metaboliche.

38% della popolazione adulta mondiale

La MASLD è oggi la malattia cronica del fegato più diffusa a livello globale, interessando fino al 38% della popolazione adulta. In Italia circa un adulto su cinque è già affetto dalla condizione. Tra le persone con diabete di tipo 2 la prevalenza è aumentata oltre il 60%, secondo la revisione citata.

La progressione verso cirrosi o carcinoma epatocellulare è rara, ma l’impatto sanitario globale deriva dall’associazione con eventi non epatici. La MASLD aumenta il rischio di infarto miocardico, scompenso cardiaco, insorgenza di diabete di tipo 2 e insufficienza renale cronica. La revisione segnala inoltre un aumento del rischio di neoplasie extraepatiche, come il cancro del colon e della mammella.

Resmetirom e Semaglutide approvati in Stati Uniti e Europa

La diagnosi di MASLD si basa sulla combinazione di fattori di rischio metabolici quali obesità, diabete, ipertensione e dislipidemia, sull’evidenza di accumulo di grasso nel fegato tramite imaging, ad esempio l’ecografia, e sull’esclusione di altre cause come consumo eccessivo di alcol o altre epatopatie.

La malattia spesso è paucisintomatica; alcuni pazienti riferiscono affaticamento, dolore o fastidio nella parte superiore destra dell’addome e aumento del volume epatico. Per la gestione la revisione raccomanda un approccio multimodale: modifiche dello stile di vita, controllo del peso e dieta equilibrata, integrate con opzioni farmacologiche.

Recentemente due farmaci, Resmetirom e Semaglutide, sono stati approvati negli Stati Uniti e in Europa per la steatoepatite, la forma infiammatoria della MASLD, e hanno mostrato risultati promettenti nella riduzione del grasso epatico e nel miglioramento degli esiti metabolici. Secondo gli autori, i progressi nella ricerca aprono la strada a trattamenti combinati e sempre più mirati ai diversi profili genetici dei pazienti.

Il primo autore dello studio, Luca Valenti, è responsabile del Centro Risorse Biologiche del Policlinico di Milano e docente all’Università degli Studi di Milano; il testo riporta il suo commento: “La MASLD è una malattia multisistemica che oggi rappresenta una vera sfida di salute pubblica. Per affrontarla serve un approccio multidisciplinare e personalizzato, basato su modifiche dello stile di vita e sull’impiego di nuove terapie. Restano aperti molti interrogativi, ma i progressi nella ricerca stanno aprendo la strada a trattamenti combinati e sempre più mirati ai diversi profili genetici dei pazienti”.

La revisione è stata condotta da tre esperti internazionali, con primo autore Luca Vittorio Carlo Valenti, e include valutazioni sulle implicazioni per la salute pubblica e sulla necessità di strategie diagnostiche e terapeutiche integrate per fronteggiare la diffusione futura della malattia.

I contatti riportati nella fonte riguardano Luca Vittorio Carlo Valenti: LUCA.VALENTI@UNIMI.IT, lucavittorio.valenti@icloud.com e il numero 0250320278.

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