Riscritta la mappa delle specie di Armeria in Italia

Primo piano di fiori di Armeria su terreno roccioso in ambiente mediterraneo

In breve

  • Lo studio pubblicato su TAXON ridisegna la distribuzione delle Armeria in Italia e corregge attribuzioni consolidate.
  • Gli autori hanno analizzato 21 popolazioni, 409 campioni d'erbario e oltre 2.000 semi con dati genetici, morfologici e cromosomici.
  • Sono riconosciute 15 Armeria endemiche italiane e viene descritta Armeria pollinensis nel Massiccio del Pollino.

La mappa delle specie di Armeria in Italia è stata riscritta da uno studio coordinato dall’Università di Pisa e pubblicato sulla rivista internazionale TAXON.

La ricerca ha integrato dati genetici, morfologici e cromosomici per chiarire incertezze tassonomiche presenti da oltre un secolo e per fornire una base solida per studi futuri sulla distribuzione, l’evoluzione e la conservazione di queste piante mediterranee.

Ritrovamento di Armeria pollinensis nel Massiccio del Pollino

Lo studio ha riconosciuto come specie autonoma Armeria pollinensis, presente nel Massiccio del Pollino, tra Basilicata e Calabria.

Gli autori hanno accertato che Armeria canescens, a lungo attribuita alla flora italiana, cresce in realtà solo nei Balcani, correggendo così un’assegnazione consolidata.

Nel complesso lo studio identifica dieci specie endemiche dell’area esaminata e porta a quindici il numero complessivo delle Armeria endemiche italiane, confermando l’Italia come secondo centro mondiale di biodiversità per il genere dopo la penisola iberica.

Risultati pubblicati su TAXON e numeri della ricerca

La ricerca, pubblicata su TAXON, è stata coordinata dal PLANTSEED Lab del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa e guidata dal professor Lorenzo Peruzzi.

Dal punto di vista metodologico sono state integrate analisi del DNA, misurazioni delle piante e dei semi e lo studio dei cromosomi.

Gli autori hanno analizzato 21 popolazioni, utilizzando 409 campioni d’erbario e oltre 2.000 semi.

L’impiego di modelli statistici avanzati ha permesso di individuare differenze difficili da riconoscere con le analisi tradizionali e di ridefinire la distribuzione delle specie.

Il primo autore dello studio è Manuel Tiburtini, nato nel 1995 a Fermo e dottore di ricerca in Biology presso l’Università di Pisa; la sua tesi di dottorato sulla sistematica di Armeria ha ricevuto il “Premio Internazionale di Dottorato” dalla Società Botanica Italiana.

Il riconoscimento sarà conferito durante il 121° Congresso della Società Botanica Italiana, in programma a Reggio Calabria dal 2 al 5 settembre.

Lo studio ha coinvolto il Centro per la conservazione della biodiversità dell’Università di Cagliari; il Centro ricerche floristiche dell’Appennino dell’Università di Camerino e del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga; Sapienza Università di Roma; l’Università della Calabria; l’Università di Napoli Federico II; e l’Università di Palermo.

La ricerca è stata realizzata nell’ambito del progetto PRIN “PLAN.T.S. 2.0 – towards a renaissance of PLANt Taxonomy and Systematics”, guidato dall’Università di Pisa e coordinato dal professor Lorenzo Peruzzi.

“La classificazione delle specie non è una semplice questione di nomi, ma è il punto di partenza per conoscere e tutelare la biodiversità”, spiega il professor Lorenzo Peruzzi del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, coordinatore dello studio.

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