Fattore Tissutale piastrinico: rischio di morte cardiovascolare dopo infarto

In breve

  • La percentuale di piastrine TF-positive oltre il 4% predice una mortalità cardiovascolare 3 7 volte maggiore a 5 anni.
  • Lo studio ha coinvolto 527 pazienti coronaropatici seguiti al Centro Cardiologico Monzino IRCCS.
  • La misurazione richiede un prelievo di sangue e un citofluorimetro, e sono previsti studi multicentrici successivi.

Un gruppo del Centro Cardiologico Monzino IRCCS guidato dalla Prof. ssa Marina Camera ha identificato il Fattore Tissutale espresso sulle piastrine come biomarcatore prognostico in pazienti coronaropatici già colpiti da un infarto.

Il meccanismo individuato è la presenza di TF piastrinico sulla membrana delle piastrine, che pu avviare la cascata di coagulazione e la trombosi all’origine dell’infarto; la misurazione richiede un prelievo di sangue e un citofluorimetro di laboratorio.

Studio Monzino: 527 pazienti e soglia 4% TF

Per lo studio sono stati reclutati 527 pazienti coronaropatici seguiti presso il Centro Cardiologico Monzino, nei quali è stata misurata la percentuale di piastrine TF-positive. L’analisi ha mostrato che una percentuale superiore al 4% è associata a un rischio da 3 a 7 volte maggiore di morte cardiovascolare nei cinque anni successivi rispetto ai pazienti con valori inferiori.

Questo effetto si è presentato come predittore indipendente, cioè permaneva anche dopo correzione per altri fattori clinici e per la terapia antipiastrinica in corso. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Thrombosis and Haemostasis.

La Prof. ssa Marina Camera spiega che il 20 30% dei pazienti che ha avuto un infarto va incontro a un nuovo evento cardiovascolare nonostante le terapie disponibili, e che finora mancava un biomarcatore biologico capace di identificare direttamente i soggetti a maggior rischio. Il gruppo intende ora avviare studi multicentrici su larga scala per confermare i risultati e valutare l’applicazione clinica.

La misurazione è descritta come semplice: per il paziente è sufficiente il prelievo di minime quantità di sangue; per il laboratorio serve la disponibilità di un citofluorimetro, uno strumento già in uso per esempio per la tipizzazione delle leucemie. Contatti indicati nello studio: Marina Camera, Dipartimento di Scienze Farmaceutiche, email MARINA. CAMERA@UNIMI. IT e marina. camera@ccfm. it, numeri 0250318318 e 02580022556.

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