In breve
- Lo studio dell'Università di Pisa ha analizzato 83 siti storici di presenza di Santolina etrusca.
- Gli autori trovano una chiara associazione tra cambiamento climatico e estinzioni locali, non attribuibile principalmente all'uso del suolo.
- Differenze climatiche già presenti all'inizio del Novecento avrebbero reso alcune popolazioni marginali particolarmente vulnerabili.
Lo studio pubblicato su Environmental Conservation da Cambridge University Press riguarda 83 siti storici dove era presente Santolina etrusca, un arbusto aromatico endemico della Toscana. La ricerca è firmata da Lorenzo Peruzzi, Paola De Giorgi e Antonio Giacò dell’Università di Pisa insieme ad Alessandro Chiarucci e David Dolci dell’Università di Bologna. Gli autori mettono in relazione l’estinzione locale di Santolina etrusca con specifici fattori climatici e presentano l’evidenza come diretta, non solo modellistica.
La specie è classificata come “quasi minacciata” nella Lista Rossa globale dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, e la sua distribuzione è stata storicamente frammentata. L’areale includeva le vallate dell’Arno e della Lima, il Monte Amiata, la Maremma e la val d’Orcia. Nel corso del Novecento, tutte le popolazioni ai margini settentrionali e meridionali dell’areale sono scomparse.
Studio Università di Pisa su 83 siti
I ricercatori hanno analizzato 83 siti dove Santolina etrusca era presente e hanno confrontato condizioni climatiche e uso del suolo. Dalle analisi è emerso che le trasformazioni del territorio non sono il principale fattore responsabile delle estinzioni locali. Lo studio fornisce una delle rare evidenze empiriche del ruolo diretto del clima nella perdita di biodiversità vegetale.
Gli autori citano differenze climatiche già presenti all’inizio del Novecento, il che suggerisce che alcune popolazioni si trovassero già in condizioni ambientali sfavorevoli. Queste condizioni iniziali sarebbero state poi aggravate dalle dinamiche climatiche più recenti. La combinazione di sensibilità ecologica e cambiamento climatico ha favorito l’estinzione locale di popolazioni marginali.
Distribuzione storica di Santolina etrusca in Toscana
Santolina etrusca era diffusa in aree come le vallate dell’Arno e della Lima, il Monte Amiata, la Maremma e la val d’Orcia, secondo lo studio. La specie è endemica italiana e le popolazioni ai margini dell’areale si sono estinte nel Novecento. Gli autori sottolineano che “Le popolazioni ai margini dell’area di distribuzione di una specie sono le più vulnerabili e rappresentano un indicatore sensibile dei cambiamenti in atto”, frase attribuita a Lorenzo Peruzzi.
Lorenzo Peruzzi, professore di Botanica sistematica, dichiara: “I nostri risultati mostrano una chiara associazione tra cambiamento climatico ed estinzioni locali di popolazioni vegetali”. Gli autori avvertono che specie con caratteristiche ecologiche simili a Santolina etrusca potrebbero subire ulteriori estinzioni locali. Lo studio conclude richiamando l’urgenza del monitoraggio e della conservazione della biodiversità vegetale.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Environmental Conservation di Cambridge University Press e ripresa da UNIPI. I firmatari sono ricercatori delle università di Pisa e di Bologna: Lorenzo Peruzzi, Paola De Giorgi, Antonio Giacò, Alessandro Chiarucci e David Dolci.