In breve
- L'analisi di oltre vent'anni di dati Chandra ha permesso di separare tre contributi X nella regione centrale della Via Lattea.
- La tecnica pGmca ha isolato Sagittarius A East mostrando un nucleo ricco di ferro e un involucro con zolfo, argon e calcio.
- Sagittarius A East interagisce con gas molecolare denso, con plasma compresso e un'età di ionizzazione più bassa del previsto.
Nel cuore della Via Lattea, l’analisi di oltre vent’anni di osservazioni del telescopio spaziale Chandra ha permesso di distinguere componenti X sovrapposte attorno al centro galattico.
Il lavoro è guidato da Mayura Balakrishnan, del Trottier Space Institute della McGill University, e pubblicato su The Astrophysical Journal. Gli autori hanno applicato una tecnica specifica per separare emissioni affollate e spazialmente coincidenti nella regione.
Metodo pGmca applicato al centro galattico
Per l’analisi è stata impiegata la tecnica Poissonian Generalized Morphological Component Analysis, indicata con l’acronimo pGmca, che sfrutta differenze di forma e spettro delle emissioni. Il metodo distingue sorgenti sovrapposte separando contributi morfologici e spettrali. Applicando pGmca alla regione centrale, gli autori hanno isolato tre contributi principali nelle mappe X.
Componenti distinte: Sagittarius A East e altre due emissioni
La prima componente isolata è Sagittarius A East, il resto di supernova vicino al buco nero Sagittarius A*. La seconda componente è il plasma caldo prodotto dai venti di stelle massicce attorno a Sagittarius A*. La terza componente è l’emissione X diffusa del centro galattico, composta da molte sorgenti più deboli che prima mascheravano il resto di supernova.
Proprietà del plasma di Sagittarius A East
Le mappe X separate mostrano al centro del resto una zona compatta ricca di ferro. Gli elementi zolfo, argon e calcio risultano distribuiti più all’esterno rispetto al ferro. Questa disposizione corrisponde alla morfologia mista dei resti di supernova, con un guscio brillante nelle onde radio e un interno dominante nell’emissione X.
La nuova analisi restituisce anche valori aggiornati per le proprietà del plasma: gli autori riportano una maggiore concentrazione di elettroni rispetto a stime precedenti. Inoltre il parametro di età di ionizzazione risulta più basso rispetto a molte stime pubblicate in passato. Il testo specifica che l’età di ionizzazione non è l’età cronologica del resto di supernova, ma un parametro che combina il tempo trascorso dallo shock con la densità del plasma.
Interazione di Sagittarius A East con il gas molecolare
Le osservazioni multi-lunghezza d’onda confrontate con le nuove mappe X indicano che Sagittarius A East non si espande nel vuoto ma incontra un ambiente denso e irregolare. Il team ha individuato zone dove il plasma caldo sembra premere contro materiale di gas molecolare, risultato della compressione e del riscaldamento indotti dall’onda d’urto della supernova. Questi segni di compressione, insieme all’età di ionizzazione ridotta, suggeriscono che parte del plasma sia stata riscaldata e compressa relativamente di recente dall’interazione con l’ambiente circostante.
Gli autori sottolineano che l’età cronologica effettiva di Sagittarius A East resta incerta: le stime disponibili in letteratura sono molto variabili, ma il resto viene generalmente collocato dell’ordine di diecimila anni. Il documento citato è “Isolating Sgr A East: The First Uncontaminated X-Ray Maps of a Galactic Center Supernova Remnant”, di Mayura Balakrishnan et al., pubblicato su The Astrophysical Journal.